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Evento della Limonaia degli Strozzi - Firenze 20 Settembre 2003
 

Il nostro aitante macho Gabriel, con la scusa di spiegarle il gioco, tenta un approccio con una signorina del pubblico, la quale sembra gradire abbastanza. Com’è andata a finire? Ve lo diremo quando si sarà deciso a raccontarcelo.

Il ragazzo guarda le ragazze. Le ragazze guardano la scatola. La scatola non guarda nessuno!
Alessandra, con occhio clinico e piglio dottorale, predispone il proiettore, miracolo della tecnologia contemporanea, che servirà per mostrare a tutti i prodotti artistici del pubblico…
 …accompagnati dalle dotte spiegazioni-elucubrazioni di Simone, che si esibirà così nella sua performance di Psicologia dell'immagine, una delle tante "branchie" di suo interesse.
Cioè, voglio dire…tutto questo succederà quando Andrea sarà riuscito una buona volta a far funzionare l’ultratecnologico proiettore.
Tombola! Il proiettore funziona! Se non vedete niente sullo schermo, è perché il disegno a matita non è abbastanza scuro da risaltare in fotografia. In realtà c’era una riproduzione della Primavera del Botticeli, credetemi sulla parola:
Beh, comunque eccovi una prova: il pubblico guarda e ride. Lo farebbe con uno schermo bianco, secondo voi? O pensate che rida di Simone?
Il nostro murale-dazebao, foglio bianco appeso all’ingresso del teatro dove tutti quelli che passano possono scrivere o disegnare qualunque cosa gli venga in mente, dando libero sfogo alle loro espressioni artistiche (o incazzature). Il foglio riempito è adesso custodito in vetrina al Museo del CUEA. 
 
Balletto-sigla finale del gioco degli stimoli. Il bambino in primo piano fugge di gran carriera per paura di venire coinvolto nella patetica esibizione.
L’ingegnere e l’architetto del futuro stanno tramando qualcosa: un riassetto edile-urbanistico di Villa Strozzi o una spedizione tra la folla di donzelle presenti?
 
Cosa ho visto prima?

Continua

 
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