| segue da ItinerArte 2003 |
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| Centro Umanista di Espressione Artistica | ||||||||||||||||
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Due
poetiche laureande si cimentano nella lettura di Neruda, rivelandosi
a sorpresa come soavi e sensibili interpreti, dopo che nelle prove precedenti
avevano fatto impazzire a lungo l’insegnante-regista con continue richieste
di consigli, fingendo sadicamente di non saper affatto leggere. Il testo
parla di chi muore lentamente e chi no, ma è più vicino alla saggezza
di uno studente goliardico che a un manuale di tortura cinese. |
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Un
rilassato oriundo dell’Uruguay, perfettamente a suo agio di fronte al
pubblico, ci delizia e si compiace con il ricordo di una canzone della
sua terra intitolata Il paese della Libertà, che non ha niente
a che fare con il libero mercato. La constatazione che in Italia nessuno
avesse mai sentito il cantante Leon Gieco, si accompagna all’incredibile
scoperta culturale che nelle Americhe esistano anche altri popoli capaci
di cantare oltre agli abitanti degli Stati Uniti. |
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Almeno
quattro persone del pubblico dimostrano chiari segni di interesse e
coinvolgimento, mentre i loro occhi e le loro espressioni fanno sospettare
una sollecitazione delle loro cellule cerebrali leggermente più efficace
di un qualunque spettacolo televisivo. Possiamo notare come l’economia
di mezzi costringa due attrici a svolgere anche il ruolo di spettatrici.
Il resto del pubblico non si sa se dormisse o se ne fosse già andato. |
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| L'esimia
dottoressa-professoressa-ragionieressa P. C., famosa autrice del celebre
romanzo “Le streghe non muoiono mai”, per niente autobiografico, ipnotizza
sapientemente il pubblico con un'interpretazione del bel romanzo di
Ammaniti "Ti prendo e ti porto via" sospirando nell'attesa
del suo principe che la possa portare via da questa banda di matti. |
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Avvolto
dall’incontenibile aureola dell’arte lirica, un grande maestro di pittura
sfoga le sue aspirazioni di cantante d’opera mancato e si esibisce in
un sentito riassunto del Don Pasquale di Donizetti, avendo incautamente
scommesso di riuscire a far rivivere un’intera opera in mezz’ora. Qui
lo vediamo in un’intensa espressione che preannuncia ai fondamentali
sconvolgimenti interiori di uno dei personaggi, quando viene a sapere
che sua moglie gli mette le corna. |
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La
cricca degli scrittori al gran completo riceve le giuste ovazioni del
pubblico per le sue improvvisazioni, senza neanche che il presentatore
li impalli troppo. Da destra a sinistra possiamo ammirare in tutto il
loro fascino prosaico, il coltissimo portavoce Mau, l’assassina di personaggi
Manu e il romanziere horror Mas. Si può notare come i tre Ma sorridano
soddisfatti delle loro prodezze letterarie, senza l’ombra di un rimorso
verso i personaggi caduti sotto le loro penne. |
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Con
alle spalle il nume tutelare di Giorgio Gaber, il promotore dell’evento e la regista-video sogghignano tra loro, felici e contenti come non mai per essere riusciti a far passare qualunque cosa di cui chiunque volesse parlare, per uno spettacolo teatrale. |
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