| L'essere
umano sceglie ciò che crede lo farà felice, e in base a questo criterio
orienta la sua vita.Anche se può sembrare che alcune persone scelgano
di soffrire, in ultima istanza lo fanno perché credono o che in qualche
modo gli sia utile per essere felici.
Uno sperimenta felicità quando gode, quando si rilassa, quando ha piacere,
quando è in estasi. Orienta i suoi pensieri, i suoi sentimenti e le
sue azioni per il raggiungimento del benessere per questo accumula esperienza
e conoscenza che si tramanda di padre in figlio, lo fa per un innato
e profondo senso di solidarietà.
Molte persone si sono scervellate per comprendere il senso dell'arte.
Ma tutti noi sappiamo che se questa esperienza artistica avesse causato
dolore e sofferenza, giudicheremo l'arte con orrore, lo stesso che proviamo
per le guerre e per la violenza. L'arte, non in senso astratto o filosofico,
ma esistenziale è espressione umana, è esperienza personale e collettiva,
non è contemplazione ma azione.
Per "esistenziale" intendo la condizione pratica e quotidiana del vivere
dell'esistere, dell'essere nella situazione di esserci e di manifestarsi.
Ciò che ci rende appagati nel fare arte deriva dalla scoperta e dalla
comunicazione, che si manifestano e si esprimono in noi nel fare e nel
fruire l'arte. Scoperta del nostro mondo immaginario, scoperta delle
nostre capacità nascoste, scoperta che non siamo così piccoli come a
volte crediamo e come alcuni ci fanno credere; comunicazione della nostra
esistenza, comunicazione delle nostre emozioni, idee, comprensioni,
difficoltà.
Questa scoperta, questo scoprire, esprimersi-spremersi, ci consente
di trasferire delle immagini e dei contenuti, prima solo ed esclusivamente
mentali, in fenomeni esterni a noi, riconoscibili e in qualche modo
tangibili anche ad altri esseri umani, oltre che da noi stessi.
È in questo continuo processo di esternazione che si può realizzare
l'azione umana nel mondo. Pensate voi se tutto ciò che di umano vi circonda
fosse rimasto nella testa. Forse non esisteremo neanche noi. In questo
atto di esternazione avviene una "trasferenza", ossia un trasferimento
di un contenuto mentale-emotivo, non solo da un livello interno ad uno
esterno, che è quello più facilmente percepibile, ma anche all'interno
della nostra coscienza.
L'atto di esternare ci da la possibilità di scoprire qualcosa in più
e alla luce di questa nuova eperienza consideriamo diversamente quell'oggetto
mentale. Modificando così la nostra conoscenza e la nostra "coscienza
di".
Questo atto viene descritto nel sistema di Autoliberazione, di Luis
Amann, come un atto di "trasferenza".
Questa trasferenza che può essere sia naturale che intenzionale è una
funzione propria della coscienza che attraverso questa dinamica "aggiusta"
i costanti squilibri dovuti al suo ampliamento, ossia è la sua forma
di organizzare i vari contenuti psichici nello spazio della mente, definito
da Silo nel suo saggio Psicologia dell'Immagine (uno dei due libri facenti
parte de Contributi al pensiero), "spazio di rappresentazione".
In sintesi è questa continua "riorganizzazione spaziale" quella che
ci permette di dare risposte ai fenomeni interni ed esterni, sempre
diversi e creativi. Attraverso l'espressione artistica si possono toccare
e scoprire livelli molto profondi, che aumentano la nostra capacità
di dare risposte di fronte alle difficoltà e le contraddizioni interne
ed esterne che ci causano rottura, sconnessione, disorientamento, squilibrio,
e che se non sono risolte ci causano dolore e sofferenza.
A partire da questo particolare punto di vista possiamo dire che l'espressione
artistica compie importanti funzioni sia nella sfera personale che in
quella sociale, intimamente collegate tra loro:
Personale
1. Ci aiuta a stare meglio, perché attraverso
il corretto uso di questo strumento riusciamo ad entrare in contatto
con noi stessi, a riappropriarci del nostro spazio e del nostro tempo.
Tecnicamente sappiamo che è un mezzo per equilibrare la coscienza attraverso
la catarsi, lo sfogo, e soprattutto attraverso il trasferimento di contenuti
e cariche psichiche negative, dannose all'equilibrio che creano sofferenza
e dolore, e a riconvertirle in cariche positive. Ossia mettiamo in ordine
il nostro mondo psichico ed emotivo, come dei medici che sistemano il
mal funzionamento del fegato, gli artisti curano e rimettono ordine
il corpo psichico ed emotivo.
2. Tutti noi sappiamo che se stiamo
in buona salute possiamo crescere e dedicarci a cose che altrimenti
ci sarebbero negate. Per cui si può evitare di svolgere una vita da
malati quando siamo in grado di guarirci da soli. Per questo l'espressione
artistica può essere intesa come strumento per raggiungere nuove mete.
Ci aiuta ad ampliare la coscienza di noi stessi, attraverso la scoperta,
il collegamento e l'integrazione di verità interiori.
Sociale
1. In questo momento storico è difficile
percepire pienamente la valenza sociale dell'espressione artistica perché
è assoggettata ad interessi legati al denaro. Ma il fenomeno artistico,
dalla musica alla danza, dal teatro al cinema, dalla scultura alla pittura
costituisce una delle caratteristiche principali delle società umane
fin dagli albori. Attraverso l'arte si riconoscono civiltà, usi, costumi,
modi di pensare, filosofie. L'arte è il mezzo di comunicazione e di
espressione dei popoli. Senza questo mezzo i popoli si sentono asfissiati,
senza identità, privi di risposta.
2. I popoli sono costituiti da individui
e l'arte in quanto testimonianza personale, quando tocca dei temi che
riguardano tutti, assume un carattere universale. È un contributo per
la crescita della collettività.
3. Grazie alla sua "concretizzazione"
materiale è un mezzo di trasmissione che tramanda le conoscenze e le
esperienze vitali oltre la morte del corpo fisico di chi l'ha prodotta,
diventando oggetto non più personale ma sociale.
Per questo è necessario per una società in cui l'essere umano sia la
preoccupazione il valore centrale, riappropriarsi dell'arte, segregata
nei musei e nei circoli elitari, quell'arte ridotta ad oggetto di profitto
per commercianti e mercanti.
Non lasciamo in mano a degli incompetenti affaristi o a dei prestigiosi
opportunisti questa ricchezza che appartiene a tutto il genere umano.
|