23 - Il complesso mondo della Pittura, Scultura e Grafica

Riflessioni sull'Arte

INTRODUZIONE
Questo materiale è l’inizio di un progetto più ampio di ricerca. Dall’incontro tenutosi al CUEA coi diversi insegnati sono venute fuori diverse tematiche legate a questo lavoro di ricerca, che credo necessarie per comprendere lo spirito e i primi obbiettivi di questo impegno.
Tutte le correnti artistiche che si sono poste in dialettica coi propri tempi considerati “vecchi” rispetto alle loro esigenze sono sempre partite da un’acuta analisi critica del modo che avevano ricevuto in eredità. Bene la mia proposta è quella di partire da questa analisi, ma vista la complessità e la diversità dei distinti settori dell’arte non è più sufficiente, sempre per poter elaborare una proposta Nuova, partire dalla generalità, anche se è molto probabile che nella sintesi finale di questo lavoro di ricerca si ritorni ai temi toccati in una chiacchiera generica di qualche ora tra diversi artisti. Le realtà sono diverse e sono complesse e un piano di cambiamento e di trasformazione dovrà essere il più dettagliato e concreto possibile.
Noi non abbiamo un vero e proprio sistematico documento a livello nazionale ed europeo che:
1. ci informi sulle caratteristiche e sulle differenti figure che ruotano attorno alla fotografia, alla letteratura, ecc.
2. ci fornisca un’interpretazione di cosa succede in queste pieghe dell’arte
3. metta in risalto le contraddizioni, i conflitti, le insufficienze, le mancanze e, in alcuni casi, le assurdità che nel bene e nel male regolano le relazioni e i rapporti in questi ambiti specifici
4. tragga delle tesi a partire dal collegamento di questi dati e fornisca delle linee d’azione culturale, sociale, politica, economica, ecc. (perché tanti sono gli aspetti che riguardano l’arte) che siano di riferimento per tutti coloro che si volessero impegnare personalmente o associativamente nel cambiamento delle vecchie condizioni

Tutto questo manca e anche ci sembra assurdo che questo lavoro di ricerca e di elaborazione lo facciano altre figure non direttamente coinvolte nelle problematiche dell’arte, come ad esempio politici o economisti, primo perché spesso i loro interessi sono distanti dai nostri e poi anche se lo volessero gli verrebbe a mancare quell’esperienza diretta col problema necessaria per poter formulare qualsiasi soluzione. Per questo tra le prime azioni della commissione artistica della regionale umanistica europea noi del CUEA abbiamo proposto questo lavoro di ricerca a livello europeo, il DOSSIER ARTE.

A questa proposta molti insegnanti hanno subito commentato le loro esperienze e denunciato diverse contraddizioni dei loro specifici ambiti, commenti che verranno ordinati per far parte del dossier, con una tale partecipazione che fa pensare che una tale ricerca vada comunque soddisfacendo delle forti esigenze di conoscenza, ordinamento e convergenza verso una necessaria azione di cambiamento. Dopo la prima fase, diciamo quasi di sfogo, sono sorte altre tematiche legate a questa ricerca, sicuramente premature ma a cui bisognerà dare delle risposte concrete nel nostro dossier. Una è chi è l’artista, come lo si considera, non tanto a livello morale, dei valori, estetico ed esistenziale, che se pur interessantissimo come tema non può essere rinchiuso in rigide interpretazioni, ma chi è a livello sociale, a livello giuridico, a livello economico. Quali criteri, come ad esempio ci sono per altri settori dell’attività umana come nel giornalismo, si devono guardare per definire chi è artista da chi non lo è? In Italia per essere considerato giornalista devi aver pubblicato un tot di articoli, in altri settori devi aver fatto due anni di tirocinio, e via dicendo ogni categoria oltre ad avere a seconda dei casi la discriminante del titolo di studio ha anche altri parametri, che sicuramente discutibili ed in parte ingiusti e strumento di potere delle corporazioni, ma che dall’altra ci fanno capire come il tema sia di una complessità e richieda dei parametri minimi per avanzare nella strada del riconoscimento.

Altro tema non da poco legato a questo dossier è stato questo: dato che sentiamo che non siamo riconosciuti come altre figure all’interno della società cosa chiediamo e vogliamo? E qui è tornato il tema del sussidio statale. Alla domanda “vogliamo dunque che lo stato paghi gli artisti per il loro lavoro artistico?” io personalmente ho detto no, rifiuto l’atteggiamento assistenziale, ma non di sicuro quello di aiutare con investimenti, spazi strutture, e quant’altro lo sviluppo della creazione artistica. Il tema centrale per me è: perché di alcune attività umane è evidente la loro utilità sociale, come il panettiere o il muratore, ed è automatico che la società sostenga questi mestieri senza i quali sente che ne andrebbe a male la qualità della vita per tutti, mentre per le arti la cosa non è così evidente? Il tema è questo, se la società non riconosce (in tanti modi da quello legislativo a quello culturale), che l’operato degli anonimi e medi artisti di base sia tanto importante come l’operato del metalmeccanico qui c’è un grosso problema. Un problema che non potrà essere risolto dal sussidio e dai finanziamenti pubblici, che anzi a mio avviso potrebbe rivelarsi controproducente come è successo nell’esperienza Olandese. Il problema va analizzato con più attenzione, a questo punto rimanderei ad un articolo sul tema da me scritto questi giorni e di prossima pubblicazione sul nostro sito. Quindi sorge anche qui un bel tema di scambio sul perché e sul come potrebbe essere e come si potrebbe cambiare questo rapporto tra artisti e società.

Altro tema venuto fuori è che questo dossier dovrebbe essere supportato da molti dati, ricerche e numeri che sempre aiutano nella misurazione di un fenomeno, ma non tutti noi abbiamo queste conoscenze. Le proposte sono state di contattare persone che da una vita fanno ricerche in questo campo, e subito sono venute fuori delle persone o vecchi insegnati, o che hanno messo questi dati sul sito internet. Quindi si è visto che non solo tutti noi possiamo contribuire con una parte della compilazione di questo dossier ma anche contattare e coinvolgere altri in questo lavoro.

Per aiutare meglio a capire la mia proposta vi fornisco una scheda come io l’ho pensata ma che può essere sicuramente riorganizzata e ampliata, sopratutto in tutte quelle parti che non riguardano la pittura che è la mia “categoria”.

Per concludere, fare e portare avanti un lavoro di questo tipo, richiede molta energia, tempo, dedizione, sia per la compilazione, che per la revisione e poi per fornire delle basi teoriche, come una bibliografia, e documentali, come la ricerca di dati. Tutto questo lavoro comporta un salto di livello e di qualità dell’azione umanista, ma c’è da fare un gran lavoro anche rispetto ai pregiudizi, alle generalizzazioni, alle presunzioni, e questo non tutti sono disposti a farlo.



DOSSIER

Prima analisi delle figure e tematiche che ruotano attorno all’arte pittorica e scultorea dal punto di vista di un pittore, sarebbe buono avere interpretazioni da parte di tutte le figure chiamate in causa, per ora io ho buttato giù questo scema incompleto e forse in molti punti inesatto o da aggiornare. Questo materiale può essere la base da dare a leggere ad altri artisti e operatori del settore per modificarlo se ci fosse la necessità e sicuramente per ampliarlo.


Figure

Funzione

Stato attuale e possibili conflitti

Pittore

Crea immagini bidimensionali utilizzando diverse tecniche pittoriche che sono andate sempre più ampliandosi negli ultimi 100 anni. Oggi si dipinge in tanti modi non solo col classico pennello, ma si usano spatole, spruzzatori, stecche, serigrafia, e quant’altro che lasci delle tracce. Anche colori sono variegati come anche i supporti che possono essere di plexiglas, teli sintetici, superfici di scarto (come portelloni di una camion) e qualsiasi superficie che si presti ad ospitare del colore e delle tracce.

Ha perso il suo ruolo tradizionale, il ruolo di illustrare e colorare, di propagandare e promuovere prima la classe dirigente e poi la particolare visione dell’artista, nonché della sua epoca. Oggi non è più ospitata dall’architettura civile e religiosa che ne ha sempre promosso la creazione. L’antico ruolo dei pittori e dei decoratori oggi appartiene alla pubblicità e l’industria della riproduzione di immagini, anche perché il razionalismo architettonico dei primi del900 ha eliminato tutte le altre figure che partecipavano alla costruzione di opere pubbliche e private (pittori, scultori e decoratori).
Sembrerebbe il collasso per la pittura, ed invece no di pittori c’è ne sono sempre di più perché mai come oggi in Europa è possibile accedere all’istruzione. Chi sono queste migliaia di pittori che si vedono alla triennale di Firenze all’Arte fiera di Bologna? Non sono presenti agli appuntamenti come la Biennale di Venezia o nelle grandi esposizioni contemporanee, ma esistono e stanno tornando alla tradizione figurativa. Nelle accademie di Belle Arti, massima istituzione per la pittura, scultura e decorazione, si ritorna alla pittura figurativa, quella fatta coi pennelli e non con le luci al neon.
Questi pittori non sono miliardari e sono di una generazione compresa tra i 35 e i 55 anni, lavorano localmente e si sono ritagliati una loro fetta di realtà al di fuori del mercato ufficiale, spesso sono persone che fanno un doppio lavoro magari part-time e nel loro resto della giornata dipingono, fanno una mostra ogni due, tre anni, non sono ossessionati dalla produzione ma dalla qualità. Questi pittori non sono tutelati, non sono riconosciuti legalmente, non hanno agevolazioni e non vengono invitati alle esposizioni gratuite, ma per esporre in queste fiere internazionali devono spendere dai 2000 ai 5000 euro, solo ed esclusivamente per fare contatti, per farsi vedere e solo una piccola percentuale riesce a ricavare dalle vendite il costo dello stand.

Scultore

Crea immagini tridimensionali utilizzando dai materiali classici quali il legno, le pietre e il bronzo, a materiali di “scartO” come oggetti di plastica, ferri Negli anni 50 e 60 è stato molto utilizzato il ferro, ma anche la cartapesta, la cera, le sostanze chimiche moderne come il poliuretano, il polistirolo, le resine, ecc..

Più o meno è la tendenza della pittura. Ma nella scultura vengono promossi molti simposi, che sono incontri a tema di diversi scultori a livello nazionale ed internazionale, in cui creano in un tempo stabilito, le loro opere. Generalmente sono promossi da piccoli comuni che attirano oltre che gli artisti anche il turismo, e che giocano sulla spettacolarità della creazione scultorea. Si scolpisce in marmo, legno, ghiaccio, ecc.. Alla fine c’è quasi sempre una premiazione, ma che non viene vissuta come un competizione. Sono momenti molto interessanti dal punto di vista artistico ed umano. Solitamente gli artisti che si iscrivono hanno da presentare una serie di elementi e devono passare una selezione, poi vengono ospitati dalle diverse strutture promotrici. La scultura entra così nelle piazze, nei paesi e la divisione tra artista e il resto del mondo si annulla. I grandi centri urbani come Roma, Firenze, Milano, Bologna, ecc., risultano i meno attenti e vivi rispetto alle arti contemporanee. Le periferie anche le più estreme, sono invece il modello da cui verrà fuori in nuovo. Come dire il centro sta nelle periferie.
Un conflitto infatti si sviluppa ei grossi centri in cui la scultura è pressoché assente, e le opere che solitamente gli enti locali acquistano sono quasi sempre di alto valore di mercato ma di basso valore artistico.
Mi soffermo sulla commissione pubblica perché l’opera scultorea è più difficilmente inseribile e acquistabile dal privato per la sua maggiore necessità di spazio e per la difficoltà nel trasporto.

Incisore

Disegna agendo su dei supporti che gli permettono di stampare principalmente su carta. Questi supporti possono essere lastre di metallo, tavole di legno, linoleum e tutte le superfici che si prestano a rilasciare le proprie “tracce” su carta

Tutti i metodi di riproducibilità delle opere d’arte hanno da una parte contribuito alla loro diffusione ma dall’altra alla loro commercializzazione, contribuendo a svuotare l’opera d’arte della sua spiritualità e riducendola ad un prodotto qualsiasi di consumo. L’incisione è quindi diventata una tecnica per riprodurre i propri lavori da immettere nel mercato ne deriva una enorme perdita tecnica e professionale, oltre che espressiva, perché non tutti i pittori e i disegnatori sono e possono essere anche dei bravi incisori se non danno il giusto credito e valore a questa disciplina che ancora oggi è considerata un’arte commerciale e di secondo piano.

Installatore

Modifica gli ambienti con  istallazioni

è la moda attuale. All’ultima Biennale di Venezia non c’erano quasi pitture e sculture ma la maggior parte delle opere erano installazioni. Forse la prima installazione sono le Nifee di Monet esposte a ____ in cui l’osservatore è totalmente circondato, 360°, da quadri semicircolari. Ma anche le Meninas del Goya, oggi strappate dalla sua casa in campagne ed esposte al Prado, avevano lo stesso intento di coinvolgere tutto lo spazio. Ma mentre con Goya e Monet era la materia pittorica a circondare l’osservatore attualmente la tecnologia fa da padrona, luci, ologrammi, strutture in metallo, plastica, vetro, in cui il colore non è più il protagonista. Anche in questo caso questa forma espressiva è in uno spazio non propriamente definito, più vicino all’architettura che alla pittura e alla scultura si è appropriata di quei luoghi e spazi della scultura e della pittura.

Performen

Crea performance ed ogni tipo di “arte spettacolo”

è una figura oggi molto di voga. Le sue origini risalgono agli anni ’20 del 1900 con i Dadaisti, i Surrealisti e i Futuristi che allestivano delle “situazioni” più vicine al teatro che all’arte figurativa. Di fatto queste figure si sono prese uno spazio e un ruolo che non coincide con la pittura e la scultura, ossia arti figurative, ma neanche col teatro, è uno spazio proprio ma le loro esibizioni e i luoghi in cui le fanno sono gli stessi della pittura e della scultura. Nelle riviste di arte c’è sempre degli spazi dedicati a questa forma espressiva. La maggior parte di queste performance hanno come obbiettivo di base lo shock degli utenti, o per la loro aggressività o per la loro assenza di significato o per la loro spettacolarità. Solitamente sono eventi in cui partecipano solo gli addetti ai lavori.

Storico

Si occupa di fare delle ricerche storiche secondo i criteri della storiografia ufficiale. Fornisce dati e interpretazioni sulle creazioni artistiche nella storia in particolare pittura, scultura e architettura, ma anche le cosiddette arti minori quali oreficeria, ceramica, ecc.. quando queste diventano parte integrante della creazione artistica di un popolo in particolar modo nelle arti antiche

L’università che li forma in Italia, non pone enfasi su quanto ancora c’è da scoprire e documentare e si riduce in uno studio indiretto, uno studio dei testi scritti da altri storici senza puntare allo studio diretto. Si tratta più di una compilazione di dati, di una ricerca bibliografica.
Ci sono tantissime ricerche sui soliti artisti, ad esempio 30 testi su Picasso, mentre mancano totalmente ricerche su altri artisti difficilmente documentabili, quindi vi è una sproporzione.
Inoltre in Europa non è stimolata la formazione storici che si occupano di scrivere e diffondere testi sulle culture extra-europee.
Non è fissato bene il punto di vista chiaro sulla “storicità” dell’arte e spesso non vi è una distinzione tra lo storico e il filosofo dell’arte. Come tutte le discipline interpretative non è chiaro dove finisce il dato storico, rintracciabile e confutabile e la libera e lecita interpretazione dell’autore, inoltre non si sa quasi niente delle idee e delle convinzioni di chi ricerca e scrive e quindi non si esplicitano le premesse.

Critico

Si occupa della contemporaneità. Non solo recensisce mostre, ma promuove artisti e fa da tramite tra loro e l’utenza (mercanti, amatori, gente comune, musei, istituzioni, galleristi).
La maggior parte dei critici sono in parte anche storici dell’arte, ma critici possono essere poeti, come Apollinaire, filosofi, letterati ed intellettuali di ogni genere.

La figura del critico d’arte è oggi molto ambigua. È colui che in qualche modo fa l’arte, è come mettere il carro davanti ai buoi. Spesso le scelte del mercato dell’arte hanno nel critico il centro di potere, è quello che gestisce i rapporti tra i collezionisti, le fondazioni, i mercanti, i musei, le istituzioni. Oggi ha un grande potere. Come nel caso degli artisti sono pochi quelli che vivono di questo mestiere e quei pochi hanno le mani in pasta dappertutto. Ci sono invece tante persone che vorrebbero occuparsi di promozione e di critica d’arte, che non trovano spazio nelle riviste, nelle istituzioni, nei musei. L’ambiente “ufficiale” è abbastanza riluttante e quindi finiscono con l’abbandonare quella che rimane tutta al più una passione. Sono coloro che promuovono riviste d’arte, recensioni, interviste, ricerche.
Oggi si dice tutto e il contrario di tutto e molto spesso ci capita di leggere recensioni e critiche che sono delle vere e proprie “invenzioni” letterarie, che anziché aiutare alla lettura di un percorso artistico e di un’opera ne reinventano strumentalmente i significati spesso assolutamente falsi rispetto all’oggetto a cui si riferiscono.
Non è un caso che gli artisti di tutte le epoche e di tutto il mondo non abbiano mai amato la figura del critico che viene nella maggior parte dei casi vista come un’intromissione arbitraria e parassita.

Filosofo

Ragionatore, figura che si domanda costantemente il perché delle cose cercando di darne un’interpretazione logico-razionale, ma anche idealistico-surreale. Quando il filosofo ragiona sui problemi legati all’arte si dice che si occupa di Estetica. L’estetica si domanda su tutte le forme d’arte, dalla poesia, al cinema, alla letteratura e chiaramente anche alla pittura e scultura.

Attualmente la cultura estetica deve ancora molto agli anni 60 e 70 del900. Sembra che la decadenza della filosofia e della poesia siano un aspetto della crisi dei nostri tempi. Oggi non sembra esserci una filosofia estetica che affronti con un certo rigore e nuove attribuzioni di senso delle creazioni dei nostri giorni. Oggi sono tutti un po’ filosofi, gli artisti stessi scrivono più di estetica ma anche i critici e gli storici, mentre il ruolo del filosofo e della filosofia è decaduto all’analisi di aspetti specifici, come è successo in tante discipline come la medicina e la scienza. Questa suddivisione estrema dei problemi estetici da una parte ci ha permesso un grande approfondimento ma dall’altra ci ha allontanato dalla redice, dal centro, ecco che quindi non esiste una vera visione globale, una filosofia di base, ma tanti punti di vista scollegati tra loro. Siamo di fronte all’estetica del disorientamento.

Sociologo

Si occupa di studiare i sistemi sociali di ogni epoca rintracciando tutte le documentazioni che danno elementi per ricostruire la vita quotidiana oltre che la sfera politica, economica e sociale. Studia gli usi e i costumi di un popolo

Gli studi di sociologia che danno elementi fondamentali per una più corretta collocazione di un’opera d’arte nel suo tempo non sono tuttora comparati negli studi istituzionali. Quando si studia un artista è necessario anche avere altri elementi della sua era e non solo politici ed economici ma anche di come viveva la gente comune, come vivevamo noi persone della base sociale.
Questa corrente di studi è piuttosto recente e ha permesso agli studiosi e appassionati di arte di avere dei “registi” più quotidiani dell’arte aiutandoci a sorpassare la concezione idealista e romantica in cui l’opera si dava in una dimensione quasi extrastorica.

Antropologo

Si occupa di studiare gli usi e i costumi delle diverse popolazioni ed in particolare si avvale anche dello studio delle creazioni artigianali e artistiche di una popolazione. La sua figura è necessaria per studiare l’arte preistorica e delle popolazioni arretrate perché queste forme espressive, più di altre, non si basano su concetti estetici, come nell’arte europea e cinese, ma rituali e non possono essere studiate separatamente dal contesto che le ha create.

Purtroppo ancora oggi non vi è una vera e propria collaborazione ed intreccio tra le diverse figure che ruotano attornio all’arte. Questa mancanza di visione olistica, o multidisciplinare, parte dalle scuole dell’obbligo ed arriva fino all’università. Facoltà come quella di Belle Arti e di Lettere Filosofia e Storia dell’Arte non sono in contatto tra loro e sicuramente questo è ancora un limite per le possibili interpretazioni e studi della creazione artistica.

Gallerista

Si occupa di promuovere gli artisti in degli spazi appositi le gallerie d’arte. La sua promozione è funzionale alla vendita delle opere quindi oltre che esporle si preoccupa di cercare degli acquirenti. Spesso il gallerista è anche un mercante d’arte. Le gallerie d’arte sono nate a partire dalle associazioni o istituzioni artistiche formate da artisti stessi che promuovevano le proprie opere. Nella prima metà dell’800 anno inizio le gallerie private che nel corso del900 diventano vere e proprie istituzioni come quelle di Guggenaim e Castelli.

Le gallerie d’arte private toccano i loro vertici negli anni del dopoguerra in cui diventano veri e propri luoghi di riferimento per gli artisti e il mercato dell’arte. Con la metà degli anni ’80 in tutta Italia si vede una recessione e molte gallerie chiudono i battenti per la loro cattiva gestione e per la crisi di un mercato che ha creato dei veri e propri fenomeni di speculazione che hanno portato i compratori e i collezionisti a ritrarsi. In particolare il fenomeno delle stampe d’arte, ossia la possibilità di riprodurre un’opera, ha portato a diverse truffe oltre che tutto il mercato dei falsi. Oggi anche in questo settore fanno da padrone le grandi catene o le consociazioni di gallerie che organizzandosi fanno si che il prezzo di un opera cresca secondo dei criteri che non hanno più a che vedere, se mai hanno avuto una relazione sensata, con la qualità artistica ma con il prestigio di un’opera. Per far crescere il valore di un quadro i fattori che il mercato utilizza sono gli scritti critici sull’autore, le pubblicazioni a lui dedicate, le mostre fatte sopratutto a livello internazionale, le acquisizioni di opere di quell’artista da parte di musei e fondazioni. Siamo di fronte quindi da una parte ai galleristi che amano il loro lavoro e che si prodigano verso una diffusione e conoscenza e dall’altra a vere e proprie industrie dell’esposizione che altro non hanno che l’obbiettivo dei guadagni facili e sostanziosi.
La parte pubblica invece, la gallerie istituzionali, non sono stata in grado di fornire una vera alternativa e di rompere il cerchio della speculazione entrando molto spesso anche loro a far parte del gioco di mercato, pur essendo pubbliche.
Inoltre il rapporto tra artista e gallerista non è molto trasparente, solitamente l’artista non sa a quanto il gallerista vende i suoi quadri e non si preoccupa dell’aspetto finanziario ma fissando solamente il prezzo di acquisto da parte del gallerista ed è perciò totalmente dipendente dai giochi del gallerista che in qualche modo potrebbe anche danneggiarlo. Chiaramente tutto va bene se tutti guadagnano bene ma nel caso di artisti poco affermati le regole del gioco sono spesso a vantaggio del gallerista e spesso vi è uno sfruttamento dell’artista,.

Mercante

Figura che acquista e rivende opere d’arte.

Figura molto ambigua e che ha decisamente preso il potere decisionale sugli andamenti internazionali e nazionali dell’arte. Per lui il valore più interessate di un’opera è il denaro. Molti artisti si sono fatti totalmente assoggettare dai mercanti altri ancora sono diventati ottimi mercanti a loro volta, come un cantante che si fonda la sua casa discografica. Questa figura ha notevolmente influenzato, nell’ombra, tutta l’arte del XX e del XXI secolo. Bisognerebbe avere una più dettagliata informazione sui legami e l’influenze che alcuni importanti e grossi mercanti d’arte hanno avuto nella creazione artistica, perché spesso hanno dettato gli andamenti dei gusti e la promozione e lo sviluppo di uno stile. Queste sono a volte pagine molto nere e torbide che stanno dietro i massimi artisti del900 che bisogna conoscere per uscire da una visione romantica e idealistica falsa che ancora accompagna l’arte per avanzare in una direzione non ingenua e più realistica delle varie forze che hanno fatto l’arte occidentale da Giotto ai giorni nostri.

Casa d’Aste

Sono società che acquistano opere d’arte o si occupano dell’intermediazione tra proprietari e compratori, per rivenderle all’asta.
Le case d’asta di un certo prestigio sono e portafoglio economico sono pochissime e di carattere multinazionale.

La loro influenza rispetto agli andamenti di Mercato è andata crescendo in questi ultimi 20 anni. Non senza crisi, come quella degli anni ’90, si sono imposte come riferimento per assegnare il valore economico di un’opera e di un artista. Mentre prima chi stabiliva il valore economico di un’opera erano tutta una serie di fattori che, per quanto discutibili, si domandavano sui vari aspetti e componenti costitutive di un artista e della sua opera (mostre fatte, pubblicazioni in catalogo, circuito e conoscenze, appartenenza a correnti varie, numero di opere prodotte, se era ancora in vita o meno, ecc.), oggi è il prezzo battuto all’asta. Nessun criterio se non quello economico, quindi basta che due miliardari appassionati di Picasso si sfidano per poi portare il costo di un acquerello a 15 milioni di euro, che gli acquerelli di quell’artista anche se il giorno prima valevano 500 mila euro, il giorno dopo la vendita valgono 30 volte tanto. Non si tratta di una rivalutazione critica o di un tour delle sue opere in 15 musei internazionali a determinare un rialzo dei suoi lavori, neanche un incendio di 1000 sue opere, ma due miliardari che per passione, prestigio o chissà cosa, quel giorno all’asta avevano qualche soldino da spendere per un capriccio.
Come vedete tutto diventa sempre più incontrollato e fuori da ogni logica se non quella stupidamente economica.

Collezionista

Figura antica, il famoso mecenate. Ricco e colto che attraverso le sue collezioni d’arte cerca di aumentare il suo prestigio e di mostrare la sua generosità e sensibilità. Figura ambigua tra l’amante dell’arte e di se stesso e del suo potere.
Figura amante dell’arte e degli artisti. Quello che più è stato al gioco delle speculazioni ma che anche ha perduto denaro.

Il fenomeno del collezionismo d’arte si è molto ampliato con la rivoluzione industriale e con l’aumento  potere delle borghesie. Oggi la maggior parte delle più ricche famiglie che hanno visto la loro ascesa economica in questi ultimi 300 anni hanno una loro collezione d’arte privata. Sembrerebbe un gioco per questi ricchissimi e importanti signori, ma non sono rari invece esempi di veri e propri collezionisti che hanno aiutato sinceramente artisti in difficoltà. Certo poi ne hanno avuto le opere ma non tutti poi sono diventati famosi. Sicuramente i soldi che non gli mancavano sono stati in parte utilizzati per lo sviluppo, il sostentamento e la crescita di artisti e questo non può che essere stato un fattore di sviluppo sopratutto quando la figura mecenatistica delle istituzioni è crollata.
Figura che rimane comunque più piena di ombre che di luci, ambigua e interessata.

Editore

Si occupa di promuovere e di stampare libri di critica, cataloghi e documenti sull’arte.

L’editore pubblica sempre più se è sicuro di vendere il proprio prodotto. Ci sono case editrici specializzate nelle pubblicazioni artistiche, altre che hanno il monopolio dei cataloghi delle grandi mostre, altra ancora che pubblicano anche testi di altra natura. I costi di elaborazione  stampa di un libro d’arte, solitamente illustrato e in quadricromia, sono solitamente più alti di quelli dell’editoria di romanzi o saggi che non richiedono grandi formati, elaborazione del colore e stampa a colori su carte particolari. Inoltre sempre più c’è un’editoria Multimediale, che compensa i grossi costi di stampa su carta utilizzando il supporto elettronico sempre più diffuso, CD ROM. C’è un notevole sviluppo nell’editoria dei quotidiani e dei periodici che promuovono a costi accessibili libri e CD-ROM di arte, visto anche il grande interesse e quindi l’utenza che acquista non in librerie specialistiche ma in edicola testi di arte. Questo fa notevolmente aumentare le opere di divulgazione artistica. Ma in tutti questi casi si assiste al totale incolonnamento nella produzione di testi sui soliti autori e manca quasi totalmente la pubblicazione di opere critiche e antologiche su autori secondari e su artisti delle culture non occidentali.

Educatore

Si occupa della formazione artistica a tutti i livelli istituzionali dalle scuole elementari all’università.

Fino all’Università gli studi di Arte sono solo quelli di Disegno, Pittura, Storia dell’Arte, Letteratura e in alcune scuole Musica. Tutte le altre discipline artistiche quali danza, cinema, fumetto, teatro, ecc. non sono praticamente considerate nella formazione primaria e secondaria. Ma anche a livello universitario molte discipline non vengono insegnate avendo così solamente l’offerta formativa di tipo privato che non è accessibile a tutti. Ne risulta che non solo molte discipline artistiche non sono insegnate ma neanche sono accessibili per chi non ha denaro. Altre ancora sono inesistenti sia a livello pubblico che privato nella maggior parte del territorio nazionale per cui si aggiungono anche i costi di foresteria per mantenersi nelle grosse città. Gli insegnanti delle diverse arti, sopratutto quelle insegnate nelle scuole pubbliche, sono solitamente dei teorici, non pratica l’arte che insegnano e non hanno mai ricevuto una formazione didattica adeguata per l’insegnamento dell’espressività. Per molti alunni le ore di arte sono come di ricreazione e da questo atteggiamento deriva anche la sfiducia dei genitori nell’indirizzare i propri figli nelle scuole d’arte. Questa inadeguatezza pesa tantissimo a livello sociale in cui non è garantita una sufficiente educazione artistica sia a livello quantitativo che qualitativo creando una notevole frustrazione e repressione della necessità espressiva dell’essere umano.

Associazioni

Gruppi spontanei di amatori e di artisti. Sono la nuova forza del futuro perché testimoniano una voglia e una capacità di reagire al vuoto politico ed istituzionale con l’auto organizzazione spontanea di gruppi in tutto il territorio nazionale dal piccolo paese periferico alle grandi città. Le associazioni di artisti ed amatori hanno come scopo comune lo scambio e la promozione del proprio operato, e in alcuni casi come il nostro del CUEA anche la diffusione delle tecniche artistiche attraverso la formazione permanente.

Attualmente le associazioni artistiche raggruppano artisti di diverse discipline per affinità disciplinare, raramente artisti di diverse discipline come nel CUEA. La maggior parte di associazioni sono formate da Pittori o da amanti della pittura, ma ce ne sono tantissime di Fotografia come la FIMP a livello nazionale. Ci sono tante associazioni di letteratura, sopratutto a Firenze, e di Poesia. Anche la musica consta di diverse associazioni di categoria. Alcune discipline meno diffuse hanno poca rappresentanza associativa come il Fumetto e il Cinema almeno a livello di operatori, mentre ci sono vari Cine Club di amatori. Le associazioni teatrali sono anch’esse diffuse, il termine esatto è Compagnia Teatrale, in Italia c’è anche una forma giuridica e la Compagnia Teatrale viene riconosciuta legalmente. Lo stesso accade con le Compagnie di Danza ma anche queste come per il teatro vanno dal livello professionale, quindi sono più che altro delle aziende, a livello “amatoriale”. Queste ultime possono essere considerate allo stesso livello delle associazioni culturali.
I conflitti che queste associazioni avvertono e che molte denunciano sono legati alle enormi difficoltà di trovare delle risorse economiche per poter finanziare le attività, pagare l’affitto di una sede, essere considerate dalle istituzioni. Inoltre c’è notevole difficoltà, anche se molto spesso gli obbiettivi di queste associazioni sono simili, di collaborare assieme ad altre realtà simili, sia perché richiede tempo ed energia che spesso viene a mancare e sia perché vi è una certa diffidenza e paura di perdere la propria identità se si mette troppa energia in progetti di collaborazione. Quindi l’associazione se da un punto di vista è un momento di apertura al mondo può anche essere un luogo di rifugio e di chiusura.

Restauratore

Si occupa del restauro e della conservazione dei beni artistici e culturali. Le sue competenze sono oggi molto specializzate nelle diverse fasi e nelle tipologie di recupero grazie anche alla rivoluzione tecnologica.


In Italia, uno dei paesi con il maggior numero di opere d’arte, ci sono state delle importanti figure che hanno tracciato le teorie del restauro e promosso istituzioni di formazione come Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan (Istituto Centrale di Restauro di Roma). Con la rivoluzione tecnologica si è avuto un grosso salto in avanti sia nella diagnostica che nel recupero che nel restauro. Molto denaro e molta ricerca sono stati impiegati in questi ultimi 30-40 anni. Questo rinnovato atteggiamento di conservazione, sensibilità nata nel periodo Umanista ma politicamente adottata solamente a partire dall’Illuminismo solo in parte dell’Europa, ha portato ad un grosso impegno da parte delle diverse istituzioni pubbliche e private quali fondazioni e banche in prima linea. Oggi il restauro di un’opera è diventato un grande fatto pubblicitario per chi ne promuove e finanzia l’esecuzione, tanto che la maggior parte degli investimenti nel settore non si preoccupano di promuovere il Nuovo ma di conservare il Vecchio. Un caso eclatante si ha con la bomba degli Uffizi del 1992, ci fu quasi una gara tra e diverse istituzioni pubbliche e sopratutto private per partecipare al restauro delle opere danneggiate. Oggi a distanza di più di 13 anni da ormai diversi anni le opere sono state restaurate e mentre le famiglie danneggiate non ancora e sufficientemente rimborsate per i danni ricevuti. Il restauro e la conservazione delle opere d’arte sembra oggi andare ben oltre i principi di base che le hanno promosse in passato per diventare una forma di sicuro investimento di prestigio senza alcun rischio di immagine creando così un grande sbilanciamento tra investimenti per la costruzione di un presente e futuro migliore e la salvaguardia del passato.
Inoltre in Italia non ci sono molti istituti formativi pubblici, quelli di maggior prestigio sono a Roma e Firenze. Queste due scuole di formazione di fatto gestiscono la maggior parte degli appalti pubblici e privati di una certa consistenza economica. Questo al di la delle competenze è un circuito abbastanza d’elite, chiuso, potremo dire massonico, in cui Firenze si prende parte del centro e il nord Italia ed il resto a Roma.

Ministero/i

I Ministeri che si occupano dell’Arte sono quello dei Beni Artistici e Culturali, Pubblica Istruzione ed in parte il Ministero degli Interni che con i Carabinieri e la Finanza controllano il traffico illecito di opere d’arte.

Questa “zona” di competenza principalmente legale e politica è direttamente responsabile della regolamentazione all’interno di un territorio nazionale delle singole figure fino ad ora prese in esame e dei rapporti tra loro. Vi sono notevoli ingiustizie legali, istituzionali, politiche ma anche dei veri e propri “buchi” legislativi, intere realtà sono escluse da una qualsiasi regolamentazione mentre altre godono di protezionismi e favoritismi incredibili. Parlo dei professori Universitari ad esempio rispetto ai singoli artisti che non possono scaricare l’IVA dei materiali e delle spese che acquistano.

Assessorato

Gli assessorati sono istituzioni tematiche all’interno dei governi/amministrazioni a livello regionale, provinciale e comunale. Decidono sulle politiche locali in accordo con i governi statali e sempre più hanno carattere decisionale oltre che amministrativo delle risorse economiche, strutturali e politiche più vicine alla gente. Gli assessorati che influiscono nel nostro ambito sono quello alla Cultura e Istruzione.

Quando feci una ricerca qualche anno fa sul funzionamento dell’Assessorato alla Cultura di Firenze appurai che la sua politica territoriale era del tutto pragmatica ossia non esisteva un piano di fondo esplicito ne una programmazione a lungo e breve termine. Non vi era dietro una idea politica e culturale precisa a cui far risalire le proprie scelte amministrative e di promozione culturale. Un valore di fondo che sembrasse essere il punto in comune delle iniziative culturali era il prestigio. Tutto ciò che da prestigio è promosso e valorizzato in maniera prioritaria. Certamente ci sono delle tematiche maggiormente sviluppate a seconda della corrente politica e delle persone che sono nominate a gestire la cosa pubblica, e ci sono delle funzioni amministrative costanti come la gestione degli spazi espositivi, i finanziamenti, la promozione di eventi artistici che sono portate avanti sopratutto dai funzionari. La difficoltà maggiore sembra essere la difficoltà di interagire direttamente con tali istituzioni, ho cercato di parlare con l’assessore e per tre volte mi hanno rimandato l’appuntamento. L’unico modo per entrare nelle loro attenzioni è quello di andarli a trovare tutti i giorni per almeno una settimana, e poi per ottenere qualcosa devi entrare nella loro ottica e sopratutto nelle loro forme.
La sensazione è che vi è un totale disorientamento e le scelte vengono prese di volta in volta secondo dei criteri che non ci è dato sapere, ma certamente i fattori più determinanti saranno il prestigio, i soldi e le “giuste conoscenze”.

Utente

Amante dell’arte. Studioso, aspirante artista, operatore culturale, ecc..

L’utente oggi è sopratutto considerato consumatore. Ci sono tanti settori di consumo legati all’arte figurativa. Passiamoli in elenco per vastità del fenomeno. Ci sono milioni di persone che oggi viaggiano il mondo pagando un biglietto per vedere le opere d’arte pittoriche e scultoree. Non esiste forse persona in occidente che non è andata almeno una volta nella sua vita a vedere una mostra di quadri o un museo, ce ne sono tantissime che ci vanno saltuariamente e sempre più ci sono persone che vanno regolarmente a vedere musei e gallerie. Si parla di milioni di persone che inoltre acquistano cataloghi, dispense sui singoli artisti e comprano i periodici solamente per gli allegati di arte sia cartacei che informatici. Poi ci sono i libri di studio, quelli per gli studenti e per i ricercatori dalle scuole elementari fino all’università. Una discreta percentuale acquista opere d’arte o stampe o riproduzioni tipografiche. Inoltre chi acquista opere d’arte su tela o su carta acquista anche cornici per poterle esporre. Anche i gadget come cartoline, segnalibri, calendari con riprodotte opere d’arte sono venduti ad un numero considerevole di persone. Poi, in percentuali più basse, ci sono tutti gli amanti della pratica artistica, studenti e gli artisti che acquistano materiali per le belle arti, esponenzialmente aumentati nelle forme e tipologie come negli ultimi 100 anni.
Si nota che la maggior parte degli utili ricavati dal giro di affari che gravita attorno alla pittura e alla scultura non sono dovuti all’acquisto diretto di opere d’arte create dagli artisti contemporanei, ma si tratta di riproduzioni illimitate dei soliti stili e dei soliti artisti principalmente operanti prima del ’50 e solo in rari casi, come per Warrol ad esempio, gli artisti contemporanei sono oggetto di tale business della riproduzione di massa. Gli artisti contemporanei e sopratutto giovani sono totalmente estromessi da questo giro di affari.
Il campo dell’arte ha come utenza tutte le fasce di età, e anche se rimane un’utenza generalmente colta e benestante, anche gli strati sociali spaziano dal turista incuriosito e senza nessuna preparazione specifica agli specialisti del settore.
Inoltre vi sono introiti indiretti enormi basti pensare che una città come Firenze deve la sua fortuna turistica in gran parte alle sue opere d’arte pittoriche, scultoree e architettoniche.
In tutto questo enorme e vastissimo circolare di persone, culture e sopratutto denaro non basterebbero 20 pagine per elencare i conflitti derivanti dalla speculazione economica che si fa in ragione della grande passione che da sempre l’essere umano nutre per le creazioni artistiche e ancor più grave è la “privatizzazione” di beni pubblici e dell’umanità da parte di lobby e gruppi economici e istituzioni che, pur garantendone in parte la conservazione e promuovendone la valorizzazione, troppo spesso fanno del profitto l’unica vera ragione di attaccamento all’arte e non dei profondi valori e significati di cui è testimonianza concreta.




Sintesi delle figure e dei conflitti individuati


Figure

Possibili conflitti

Pittore

Disoccupazione o precarietà economica
Ricerca di un nuovo ruolo sociale
Mancanza di tutela e riconoscimento giuridico adeguato
Mancanza di spazi espositivi gratuiti

Scultore

Esclusione dall’architettura e urbanistica
Difficoltà maggiori
di vendita ai privati

Incisore

Eccessiva commercializzazione

Installatore

Mancanza di permanenza nel tempo
Eccessiva necessità di sorprendere e di spettacolo al di la dei contenuti
Perdita di comunicazione con l’utente

Performen

Eccessiva necessità di sorprendere e di spettacolo al di la dei contenuti
Perdita di comunicazione con l’utente

Storico

Mancanza di stimoli a ricercare e promuovere artisti poco conosciuti o sconosciuti e creazioni delle culture extra-europee
Commistione inestricabile tra il dato storico e interpretazione personale

Critico

Prevaricazione dell’artista e della sua centralità creativa
Settore monopolizzato da poche figure
Falsificazione e strumentalizzazione dei fatti artistici ai fini economici e di prestigio
Corruzione
Mancanza di chiarezza nel linguaggio

Filosofo

Mancanza di una nuova estetica
Decadenza della disciplina e della ricerca estetica e filosofica
Parcellizzazione e destrutturazione dei problemi estetici

Sociologo

Mancanza di nuovi testi e di ricerche sociologiche nell’arte
Poca considerazione dell’importanza di questa figura

Antropologo

Mancanza di nuovi testi e di ricerche sociologiche nell’arte
Poca considerazione dell’importanza di questa figura

Gallerista

Complicità con la speculazione artistica
Supremazia delle gallerie multinazionali
Mancanza di trasparenza nei rapporti tra artista e gallerista
Sfruttamento dell’artista

Mercante

Mancanza di conoscenze e di documentazione storica sull’azione dei collezionisti sull’andamento e lo sviluppo artistico del900
Speculazione finanziaria

Casa d’Aste

Considerazione dell’arte come un grande affare
Determinazione degli andamenti di mercato in base alle vendite

Collezionista

Figura ambigua tra il mecenate e lo speculatore

Editore

Speculazione sui costi dei libri, cataloghi e CD-Rom d’arte
Mancanza di promozione culturale

Educatore

Inadeguatezza degli strumenti didattici e di preparazione artistica
Disagio all’interno delle istituzioni pubbliche e private per la mancanza di fondi e di ricerca

Associazioni

Mancanza di unione e di collaborazioni

Restauratore

Mancanza di istituti di formazione
Poca opportunità di lavoro per i giovani restauratori

Ministero/i

Mancanza di un adeguato e più giusto sistema giuridico che regoli e salvaguardi gli artisti
Mancanza di promozione e sviluppo dei giovani artisti

Assessorato

Promozione culturale attenta al prestigio e non alle esigenze sociali

Utente

Speculazione economica su tutti i fatti dell’arte vista per lo più come un grande business economico che come una ricchezza da continuare a far crescere e coltivare nelle nuove generazioni


 


Home
 Chi siamo
 I Corsi
 Link
 Saggi

 Appuntamenti

Info