| INTRODUZIONE
Questo materiale
è l’inizio di un progetto più ampio di ricerca. Dall’incontro tenutosi
al CUEA coi diversi insegnati sono venute fuori diverse tematiche legate
a questo lavoro di ricerca, che credo necessarie per comprendere lo
spirito e i primi obbiettivi di questo impegno.
Tutte le correnti artistiche che si sono poste in dialettica coi propri
tempi considerati “vecchi” rispetto alle loro esigenze sono sempre partite
da un’acuta analisi critica del modo che avevano ricevuto in eredità.
Bene la mia proposta è quella di partire da questa analisi, ma vista
la complessità e la diversità dei distinti settori dell’arte non è più
sufficiente, sempre per poter elaborare una proposta Nuova, partire
dalla generalità, anche se è molto probabile che nella sintesi finale
di questo lavoro di ricerca si ritorni ai temi toccati in una chiacchiera
generica di qualche ora tra diversi artisti. Le realtà sono diverse
e sono complesse e un piano di cambiamento e di trasformazione dovrà
essere il più dettagliato e concreto possibile.
Noi non abbiamo un vero e proprio sistematico documento a livello nazionale
ed europeo che:
1. ci informi sulle caratteristiche e sulle
differenti figure che ruotano attorno alla fotografia, alla letteratura,
ecc.
2. ci fornisca un’interpretazione di cosa succede in queste pieghe dell’arte
3. metta in risalto le contraddizioni, i conflitti,
le insufficienze, le mancanze e, in alcuni casi, le assurdità che nel
bene e nel male regolano le relazioni e i rapporti in questi ambiti
specifici
4. tragga delle tesi a partire dal collegamento
di questi dati e fornisca delle linee d’azione culturale, sociale, politica,
economica, ecc. (perché tanti sono gli aspetti che riguardano l’arte)
che siano di riferimento per tutti coloro che si volessero impegnare
personalmente o associativamente nel cambiamento delle vecchie condizioni
Tutto questo manca e anche ci sembra assurdo che questo lavoro di ricerca
e di elaborazione lo facciano altre figure non direttamente coinvolte
nelle problematiche dell’arte, come ad esempio politici o economisti,
primo perché spesso i loro interessi sono distanti dai nostri e poi
anche se lo volessero gli verrebbe a mancare quell’esperienza
diretta col problema necessaria per poter formulare qualsiasi soluzione.
Per questo tra le prime azioni della commissione artistica della regionale
umanistica europea noi del CUEA abbiamo proposto questo lavoro di ricerca
a livello europeo, il DOSSIER ARTE.
A questa proposta molti insegnanti hanno subito commentato le loro esperienze
e denunciato diverse contraddizioni dei loro specifici ambiti, commenti
che verranno ordinati per far parte del dossier, con una tale partecipazione
che fa pensare che una tale ricerca vada comunque soddisfacendo delle
forti esigenze di conoscenza, ordinamento e convergenza verso una necessaria
azione di cambiamento. Dopo la prima fase, diciamo quasi di sfogo, sono
sorte altre tematiche legate a questa ricerca, sicuramente premature
ma a cui bisognerà dare delle risposte concrete nel nostro dossier.
Una è chi è l’artista, come lo si considera,
non tanto a livello morale, dei valori, estetico ed esistenziale, che
se pur interessantissimo come tema non può essere rinchiuso in rigide
interpretazioni, ma chi è a livello sociale, a livello giuridico, a
livello economico. Quali criteri, come ad esempio ci sono per altri
settori dell’attività umana come nel giornalismo, si devono guardare
per definire chi è artista da chi non lo è? In Italia per essere considerato
giornalista devi aver pubblicato un tot di articoli, in altri settori
devi aver fatto due anni di tirocinio, e via dicendo ogni categoria
oltre ad avere a seconda dei casi la discriminante
del titolo di studio ha anche altri parametri, che sicuramente discutibili
ed in parte ingiusti e strumento di potere delle corporazioni, ma che
dall’altra ci fanno capire come il tema sia di una complessità e richieda
dei parametri minimi per avanzare nella strada del riconoscimento.
Altro tema non da poco legato a questo dossier è stato questo: dato
che sentiamo che non siamo riconosciuti come altre figure all’interno
della società cosa chiediamo e vogliamo? E qui è tornato il tema del
sussidio statale. Alla domanda “vogliamo dunque che lo
stato paghi gli artisti per il loro lavoro artistico?” io personalmente
ho detto no, rifiuto l’atteggiamento assistenziale, ma non di sicuro
quello di aiutare con investimenti, spazi strutture, e quant’altro
lo sviluppo della creazione artistica. Il tema centrale per me è: perché
di alcune attività umane è evidente la loro utilità sociale, come il
panettiere o il muratore, ed è automatico che la società sostenga questi
mestieri senza i quali sente che ne andrebbe a male la qualità della
vita per tutti, mentre per le arti la cosa non è così evidente? Il tema
è questo, se la società non riconosce (in tanti modi da quello legislativo
a quello culturale), che l’operato degli anonimi e medi artisti di base
sia tanto importante come l’operato del metalmeccanico
qui c’è un grosso problema. Un problema che non potrà essere risolto
dal sussidio e dai finanziamenti pubblici, che anzi a mio avviso potrebbe
rivelarsi controproducente come è successo nell’esperienza Olandese.
Il problema va analizzato con più attenzione, a questo punto rimanderei
ad un articolo sul tema da me scritto questi giorni e di prossima pubblicazione
sul nostro sito. Quindi sorge anche qui un bel tema di scambio sul perché
e sul come potrebbe essere e come si potrebbe cambiare questo rapporto
tra artisti e società.
Altro tema venuto fuori è che questo dossier dovrebbe essere supportato
da molti dati, ricerche e numeri che sempre aiutano nella misurazione
di un fenomeno, ma non tutti noi abbiamo queste conoscenze. Le proposte
sono state di contattare persone che da una vita fanno ricerche in questo
campo, e subito sono venute fuori delle persone o vecchi insegnati,
o che hanno messo questi dati sul sito internet. Quindi si è visto che
non solo tutti noi possiamo contribuire con una parte della compilazione
di questo dossier ma anche contattare e coinvolgere altri in questo
lavoro.
Per aiutare meglio a capire la mia proposta vi fornisco una scheda come
io l’ho pensata ma che può essere sicuramente riorganizzata
e ampliata, sopratutto in tutte quelle parti che non riguardano la pittura
che è la mia “categoria”.
Per concludere, fare e portare
avanti un lavoro di questo tipo, richiede molta energia, tempo, dedizione,
sia per la compilazione, che per la revisione e poi per fornire delle
basi teoriche, come una bibliografia, e documentali, come la ricerca
di dati. Tutto questo lavoro comporta un salto di livello e di qualità
dell’azione umanista, ma c’è da fare un gran lavoro anche rispetto ai
pregiudizi, alle generalizzazioni, alle presunzioni, e questo non tutti
sono disposti a farlo.
DOSSIER
Prima analisi delle figure e tematiche che ruotano attorno all’arte
pittorica e scultorea dal punto di vista di un pittore, sarebbe buono
avere interpretazioni da parte di tutte le figure chiamate in causa,
per ora io ho buttato giù questo scema incompleto
e forse in molti punti inesatto o da aggiornare. Questo materiale
può essere la base da dare a leggere ad altri artisti e operatori del
settore per modificarlo se ci fosse la necessità
e sicuramente per ampliarlo.
| Figure |
Funzione |
Stato attuale e possibili conflitti |
| Pittore |
Crea immagini bidimensionali utilizzando diverse tecniche
pittoriche che sono andate sempre più ampliandosi negli ultimi
100 anni. Oggi si dipinge in tanti modi non
solo col classico pennello, ma si usano spatole, spruzzatori,
stecche, serigrafia, e quant’altro che lasci delle tracce. Anche colori sono variegati
come anche i supporti che possono essere di plexiglas, teli sintetici,
superfici di scarto (come portelloni di una
camion) e qualsiasi superficie che si presti ad ospitare
del colore e delle tracce. |
Ha perso il suo ruolo tradizionale, il ruolo di illustrare
e colorare, di propagandare e promuovere prima la classe dirigente
e poi la particolare visione dell’artista, nonché della sua epoca.
Oggi non è più ospitata dall’architettura civile e religiosa che
ne ha sempre promosso la creazione. L’antico ruolo dei pittori
e dei decoratori oggi appartiene alla pubblicità e l’industria
della riproduzione di immagini, anche perché il razionalismo architettonico
dei primi del ‘900 ha eliminato tutte
le altre figure che partecipavano alla costruzione di opere pubbliche
e private (pittori, scultori e decoratori).
Sembrerebbe il collasso per la pittura, ed invece no di pittori
c’è ne sono sempre di più perché mai come oggi in Europa è possibile
accedere all’istruzione. Chi sono queste migliaia di pittori che
si vedono alla triennale di Firenze all’Arte fiera di Bologna?
Non sono presenti agli appuntamenti come la Biennale di Venezia
o nelle grandi esposizioni contemporanee, ma esistono e stanno
tornando alla tradizione figurativa. Nelle accademie di Belle
Arti, massima istituzione per la pittura, scultura e decorazione,
si ritorna alla pittura figurativa, quella fatta coi pennelli
e non con le luci al neon.
Questi pittori non sono miliardari e sono di una generazione compresa
tra i 35 e i 55 anni, lavorano localmente e si sono ritagliati
una loro fetta di realtà al di fuori del mercato ufficiale, spesso
sono persone che fanno un doppio lavoro magari part-time e nel
loro resto della giornata dipingono, fanno una
mostra ogni due, tre anni, non sono ossessionati dalla
produzione ma dalla qualità. Questi pittori non sono tutelati,
non sono riconosciuti legalmente, non hanno agevolazioni e non
vengono invitati alle esposizioni gratuite, ma per esporre
in queste fiere internazionali devono spendere dai 2000 ai 5000
euro, solo ed esclusivamente per fare contatti, per farsi vedere
e solo una piccola percentuale riesce a ricavare dalle vendite
il costo dello stand. |
| Scultore |
Crea immagini tridimensionali utilizzando dai materiali classici
quali il legno, le pietre e il bronzo, a materiali di “scartO” come oggetti di plastica, ferri Negli anni 50 e 60
è stato molto utilizzato il ferro, ma anche la cartapesta, la
cera, le sostanze chimiche moderne come il poliuretano, il polistirolo,
le resine, ecc..
|
Più o meno è la tendenza della pittura. Ma nella scultura
vengono promossi molti simposi, che sono incontri a tema
di diversi scultori a livello nazionale ed internazionale, in
cui creano in un tempo stabilito, le loro opere. Generalmente
sono promossi da piccoli comuni che attirano oltre che gli artisti
anche il turismo, e che giocano sulla spettacolarità della creazione
scultorea. Si scolpisce in marmo, legno, ghiaccio, ecc..
Alla fine c’è quasi sempre una premiazione, ma che non viene vissuta
come un competizione. Sono momenti molto interessanti dal punto
di vista artistico ed umano. Solitamente gli artisti che si iscrivono
hanno da presentare una serie di elementi e devono passare una
selezione, poi vengono ospitati dalle
diverse strutture promotrici. La scultura entra così nelle piazze,
nei paesi e la divisione tra artista e il resto del mondo si annulla.
I grandi centri urbani come Roma, Firenze, Milano, Bologna, ecc.,
risultano i meno attenti e vivi rispetto alle arti contemporanee.
Le periferie anche le più estreme, sono
invece il modello da cui verrà fuori in nuovo. Come dire il centro
sta nelle periferie.
Un conflitto infatti si sviluppa ei grossi
centri in cui la scultura è pressoché assente, e le opere che
solitamente gli enti locali acquistano sono quasi sempre di alto
valore di mercato ma di basso valore artistico.
Mi soffermo sulla commissione pubblica perché l’opera scultorea
è più difficilmente inseribile e acquistabile dal privato per
la sua maggiore necessità di spazio e per la difficoltà nel trasporto. |
| Incisore |
Disegna agendo su dei supporti che gli permettono di stampare
principalmente su carta. Questi supporti possono essere lastre
di metallo, tavole di legno, linoleum e tutte le superfici che
si prestano a rilasciare le proprie “tracce” su carta |
Tutti i metodi di riproducibilità delle opere d’arte hanno
da una parte contribuito alla loro diffusione ma dall’altra alla
loro commercializzazione, contribuendo a svuotare l’opera d’arte
della sua spiritualità e riducendola ad un prodotto qualsiasi
di consumo. L’incisione è quindi diventata una tecnica per riprodurre
i propri lavori da immettere nel mercato ne deriva una
enorme perdita tecnica e professionale, oltre che espressiva,
perché non tutti i pittori e i disegnatori sono e possono essere
anche dei bravi incisori se non danno il giusto credito e valore
a questa disciplina che ancora oggi è considerata un’arte commerciale
e di secondo piano. |
| Installatore |
Modifica gli ambienti con
istallazioni |
è la moda attuale. All’ultima Biennale di Venezia non
c’erano quasi pitture e sculture ma la maggior parte delle opere
erano installazioni. Forse la prima installazione sono le Nifee
di Monet esposte a ____ in cui l’osservatore
è totalmente circondato, 360°, da quadri
semicircolari. Ma anche le Meninas del
Goya, oggi strappate dalla sua casa
in campagne ed esposte al Prado, avevano
lo stesso intento di coinvolgere tutto lo spazio. Ma mentre con
Goya e Monet era la materia pittorica
a circondare l’osservatore attualmente la tecnologia fa da padrona,
luci, ologrammi, strutture in metallo, plastica, vetro, in cui
il colore non è più il protagonista. Anche in questo caso questa
forma espressiva è in uno spazio non propriamente definito, più
vicino all’architettura che alla pittura e alla scultura si è
appropriata di quei luoghi e spazi della
scultura e della pittura. |
| Performen |
Crea performance ed ogni tipo di “arte spettacolo” |
è una figura oggi molto di voga. Le sue origini risalgono
agli anni ’20 del 1900 con i Dadaisti, i Surrealisti e i Futuristi
che allestivano delle “situazioni” più vicine al teatro che all’arte
figurativa. Di fatto queste figure si sono prese uno spazio e
un ruolo che non coincide con la pittura e la scultura, ossia
arti figurative, ma neanche col teatro, è uno spazio proprio ma
le loro esibizioni e i luoghi in cui le fanno sono gli stessi
della pittura e della scultura. Nelle riviste di arte c’è sempre
degli spazi dedicati a questa forma espressiva. La maggior parte
di queste performance hanno come obbiettivo di base lo shock degli
utenti, o per la loro aggressività o per la loro assenza di significato
o per la loro spettacolarità. Solitamente sono eventi in cui partecipano
solo gli addetti ai lavori. |
| Storico |
Si occupa di fare delle ricerche storiche secondo i criteri
della storiografia ufficiale. Fornisce dati e interpretazioni
sulle creazioni artistiche nella storia in particolare pittura,
scultura e architettura, ma anche le cosiddette arti minori quali
oreficeria, ceramica, ecc.. quando queste
diventano parte integrante della creazione artistica di un popolo
in particolar modo nelle arti antiche |
L’università che li forma in Italia, non pone enfasi su quanto
ancora c’è da scoprire e documentare e si riduce in uno studio
indiretto, uno studio dei testi scritti da altri storici senza
puntare allo studio diretto. Si tratta più di una compilazione
di dati, di una ricerca bibliografica.
Ci sono tantissime ricerche sui soliti artisti, ad esempio 30
testi su Picasso, mentre mancano totalmente ricerche su altri artisti
difficilmente documentabili, quindi vi è una sproporzione.
Inoltre in Europa non è stimolata la formazione
storici che si occupano di scrivere e diffondere testi
sulle culture extra-europee.
Non è fissato bene il punto di vista chiaro sulla “storicità”
dell’arte e spesso non vi è una distinzione tra lo storico e il
filosofo dell’arte. Come tutte le discipline interpretative non è chiaro dove
finisce il dato storico, rintracciabile e confutabile e la libera
e lecita interpretazione dell’autore, inoltre non si sa quasi
niente delle idee e delle convinzioni di chi ricerca e scrive
e quindi non si esplicitano le premesse.
|
| Critico |
Si occupa della contemporaneità. Non solo recensisce mostre,
ma promuove artisti e fa da tramite tra loro e l’utenza (mercanti,
amatori, gente comune, musei, istituzioni, galleristi).
La maggior parte dei critici sono in parte anche storici dell’arte,
ma critici possono essere poeti, come Apollinaire,
filosofi, letterati ed intellettuali di ogni genere. |
La figura del critico d’arte è oggi molto ambigua. È colui
che in qualche modo fa l’arte, è come mettere il carro davanti
ai buoi. Spesso le scelte del mercato dell’arte hanno nel critico
il centro di potere, è quello che gestisce i rapporti tra i collezionisti,
le fondazioni, i mercanti, i musei, le istituzioni. Oggi ha un
grande potere. Come nel caso degli artisti sono pochi quelli che
vivono di questo mestiere e quei pochi hanno le mani in pasta
dappertutto. Ci sono invece tante persone che vorrebbero occuparsi
di promozione e di critica d’arte, che non trovano spazio nelle
riviste, nelle istituzioni, nei musei. L’ambiente “ufficiale”
è abbastanza riluttante e quindi finiscono con l’abbandonare quella
che rimane tutta al più una passione. Sono coloro che promuovono
riviste d’arte, recensioni, interviste, ricerche.
Oggi si dice tutto e il contrario di tutto e molto spesso ci capita
di leggere recensioni e critiche che sono delle vere e proprie
“invenzioni” letterarie, che anziché aiutare alla lettura di un
percorso artistico e di un’opera ne reinventano
strumentalmente i significati spesso assolutamente falsi rispetto
all’oggetto a cui si riferiscono.
Non è un caso che gli artisti di tutte le epoche e di tutto il
mondo non abbiano mai amato la figura del critico che viene nella
maggior parte dei casi vista come un’intromissione arbitraria
e parassita. |
| Filosofo |
Ragionatore, figura che si domanda costantemente il perché
delle cose cercando di darne un’interpretazione
logico-razionale, ma anche idealistico-surreale.
Quando il filosofo ragiona sui problemi legati all’arte si dice
che si occupa di Estetica. L’estetica si domanda su tutte le forme
d’arte, dalla poesia, al cinema, alla letteratura e chiaramente
anche alla pittura e scultura. |
Attualmente la cultura estetica deve ancora molto agli anni
60 e 70 del ‘900. Sembra che la decadenza
della filosofia e della poesia siano un aspetto della crisi dei
nostri tempi. Oggi non sembra esserci una filosofia estetica che
affronti con un certo rigore e nuove attribuzioni di senso delle
creazioni dei nostri giorni. Oggi sono tutti un po’ filosofi,
gli artisti stessi scrivono più di estetica ma anche i critici
e gli storici, mentre il ruolo del filosofo e della filosofia
è decaduto all’analisi di aspetti specifici, come è successo in
tante discipline come la medicina e la scienza. Questa suddivisione
estrema dei problemi estetici da una parte ci ha permesso un grande
approfondimento ma dall’altra ci ha allontanato dalla redice,
dal centro, ecco che quindi non esiste una vera visione globale,
una filosofia di base, ma tanti punti di vista scollegati tra
loro. Siamo di fronte all’estetica del disorientamento. |
| Sociologo |
Si occupa di studiare i sistemi sociali di ogni epoca rintracciando
tutte le documentazioni che danno elementi per ricostruire la
vita quotidiana oltre che la sfera politica, economica e sociale.
Studia gli usi e i costumi di un popolo |
Gli studi di sociologia che danno elementi fondamentali per
una più corretta collocazione di un’opera d’arte nel suo tempo
non sono tuttora comparati negli studi istituzionali. Quando si
studia un artista è necessario anche avere altri elementi della
sua era e non solo politici ed economici ma anche di come viveva
la gente comune, come vivevamo noi persone della base sociale.
Questa corrente di studi è piuttosto recente e ha permesso agli
studiosi e appassionati di arte di avere dei “registi” più quotidiani
dell’arte aiutandoci a sorpassare la concezione idealista e romantica
in cui l’opera si dava in una dimensione quasi extrastorica. |
| Antropologo |
Si occupa di studiare gli usi e i costumi delle diverse popolazioni
ed in particolare si avvale anche dello studio delle creazioni
artigianali e artistiche di una popolazione. La sua figura è necessaria
per studiare l’arte preistorica e delle popolazioni arretrate
perché queste forme espressive, più di altre, non si basano su
concetti estetici, come nell’arte europea e cinese, ma rituali
e non possono essere studiate separatamente dal contesto che le
ha create. |
Purtroppo ancora oggi non vi è una vera e propria collaborazione
ed intreccio tra le diverse figure che ruotano attornio all’arte.
Questa mancanza di visione olistica,
o multidisciplinare, parte dalle scuole dell’obbligo ed arriva
fino all’università. Facoltà come quella di Belle Arti e di Lettere
Filosofia e Storia dell’Arte non sono in contatto tra loro e sicuramente
questo è ancora un limite per le possibili interpretazioni e studi
della creazione artistica. |
| Gallerista |
Si occupa di promuovere gli artisti in degli spazi appositi
le gallerie d’arte. La sua promozione è funzionale alla vendita
delle opere quindi oltre che esporle si preoccupa di cercare degli
acquirenti. Spesso il gallerista è anche un mercante d’arte. Le
gallerie d’arte sono nate a partire dalle associazioni o istituzioni
artistiche formate da artisti stessi che promuovevano le proprie
opere. Nella prima metà dell’800 anno inizio le gallerie private
che nel corso del ‘900 diventano vere
e proprie istituzioni come quelle di Guggenaim e Castelli. |
Le gallerie d’arte private toccano i loro vertici negli anni
del dopoguerra in cui diventano veri e propri luoghi di riferimento
per gli artisti e il mercato dell’arte. Con la metà degli anni
’80 in tutta Italia si vede una recessione e molte gallerie chiudono
i battenti per la loro cattiva gestione e per la crisi di un mercato
che ha creato dei veri e propri fenomeni di speculazione che hanno
portato i compratori e i collezionisti a ritrarsi. In particolare
il fenomeno delle stampe d’arte, ossia la possibilità di riprodurre
un’opera, ha portato a diverse truffe oltre che tutto il mercato
dei falsi. Oggi anche in questo settore fanno da padrone le grandi
catene o le consociazioni di gallerie che organizzandosi fanno
si che il prezzo di un opera cresca secondo dei criteri che
non hanno più a che vedere, se mai hanno avuto una relazione sensata,
con la qualità artistica ma con il prestigio di un’opera. Per
far crescere il valore di un quadro i fattori che il mercato utilizza
sono gli scritti critici sull’autore, le pubblicazioni a lui dedicate,
le mostre fatte sopratutto a livello internazionale, le acquisizioni
di opere di quell’artista da parte di musei e fondazioni. Siamo di fronte
quindi da una parte ai galleristi che amano il loro lavoro e che
si prodigano verso una diffusione e conoscenza e dall’altra a
vere e proprie industrie dell’esposizione che altro non hanno
che l’obbiettivo dei guadagni facili e sostanziosi.
La parte pubblica invece, la gallerie istituzionali,
non sono stata in grado di fornire una vera alternativa e di rompere
il cerchio della speculazione entrando molto spesso anche loro
a far parte del gioco di mercato, pur essendo pubbliche.
Inoltre il rapporto tra artista e gallerista non è molto trasparente,
solitamente l’artista non sa a quanto il gallerista vende i suoi
quadri e non si preoccupa dell’aspetto finanziario ma fissando
solamente il prezzo di acquisto da parte del gallerista ed è perciò
totalmente dipendente dai giochi del gallerista che in qualche
modo potrebbe anche danneggiarlo. Chiaramente tutto va bene se
tutti guadagnano bene ma nel caso di artisti poco affermati le
regole del gioco sono spesso a vantaggio del gallerista e spesso
vi è uno sfruttamento dell’artista,. |
| Mercante |
Figura che acquista e rivende opere d’arte. |
Figura molto ambigua e che ha decisamente preso il potere
decisionale sugli andamenti internazionali e nazionali dell’arte.
Per lui il valore più interessate di un’opera è il denaro. Molti
artisti si sono fatti totalmente assoggettare dai mercanti altri
ancora sono diventati ottimi mercanti a loro volta, come un cantante
che si fonda la sua casa discografica. Questa figura ha notevolmente
influenzato, nell’ombra, tutta l’arte del XX e del XXI secolo.
Bisognerebbe avere una più dettagliata informazione sui legami
e l’influenze che alcuni importanti e
grossi mercanti d’arte hanno avuto nella creazione artistica,
perché spesso hanno dettato gli andamenti dei gusti e la promozione
e lo sviluppo di uno stile. Queste sono a volte pagine molto nere
e torbide che stanno dietro i massimi artisti del
‘900 che bisogna conoscere per uscire da una visione romantica
e idealistica falsa che ancora accompagna l’arte per avanzare
in una direzione non ingenua e più realistica delle varie forze
che hanno fatto l’arte occidentale da Giotto ai giorni nostri. |
| Casa d’Aste |
Sono società che acquistano opere d’arte o si occupano dell’intermediazione
tra proprietari e compratori, per rivenderle all’asta.
Le case d’asta di un certo prestigio sono e portafoglio economico
sono pochissime e di carattere multinazionale.
|
La loro influenza rispetto agli andamenti di Mercato è andata
crescendo in questi ultimi 20 anni. Non senza crisi, come quella
degli anni ’90, si sono imposte come riferimento per assegnare
il valore economico di un’opera e di un artista. Mentre prima
chi stabiliva il valore economico di un’opera erano tutta una
serie di fattori che, per quanto discutibili, si domandavano sui
vari aspetti e componenti costitutive di un artista e della sua
opera (mostre fatte, pubblicazioni in catalogo, circuito e conoscenze,
appartenenza a correnti varie, numero di opere prodotte, se era
ancora in vita o meno, ecc.), oggi è il prezzo battuto all’asta.
Nessun criterio se non quello economico, quindi basta che due
miliardari appassionati di Picasso si sfidano per poi portare il costo di un acquerello
a 15 milioni di euro, che gli acquerelli di
quell’artista anche se il giorno prima valevano 500
mila euro, il giorno dopo la vendita valgono 30 volte tanto. Non
si tratta di una rivalutazione critica o di un tour delle sue
opere in 15 musei internazionali a determinare un rialzo dei suoi
lavori, neanche un incendio di 1000 sue opere, ma due miliardari
che per passione, prestigio o chissà cosa, quel giorno all’asta
avevano qualche soldino da spendere per un capriccio.
Come vedete tutto diventa sempre più incontrollato e fuori
da ogni logica se non quella stupidamente economica. |
| Collezionista |
Figura antica, il famoso mecenate. Ricco e colto che attraverso
le sue collezioni d’arte cerca di aumentare il suo prestigio e
di mostrare la sua generosità e sensibilità. Figura ambigua tra
l’amante dell’arte e di se stesso e del suo potere.
Figura amante dell’arte e degli artisti. Quello che più è stato
al gioco delle speculazioni ma che anche ha perduto denaro. |
Il fenomeno del collezionismo d’arte si è molto ampliato
con la rivoluzione industriale e con l’aumento potere delle borghesie. Oggi la maggior parte
delle più ricche famiglie che hanno visto la loro ascesa economica
in questi ultimi 300 anni hanno una loro collezione d’arte privata.
Sembrerebbe un gioco per questi ricchissimi e importanti signori,
ma non sono rari invece esempi di veri e propri collezionisti
che hanno aiutato sinceramente artisti in difficoltà. Certo poi
ne hanno avuto le opere ma non tutti poi sono diventati famosi.
Sicuramente i soldi che non gli mancavano sono stati in parte utilizzati per lo sviluppo, il sostentamento e la
crescita di artisti e questo non può che essere stato un fattore
di sviluppo sopratutto quando la figura mecenatistica
delle istituzioni è crollata.
Figura che rimane comunque più piena di ombre che di luci, ambigua
e interessata. |
| Editore |
Si occupa di promuovere e di stampare libri di critica, cataloghi
e documenti sull’arte. |
L’editore pubblica sempre più se è sicuro di vendere il proprio
prodotto. Ci sono case editrici specializzate nelle pubblicazioni
artistiche, altre che hanno il monopolio dei cataloghi delle grandi
mostre, altra ancora che pubblicano anche testi di altra natura.
I costi di elaborazione stampa
di un libro d’arte, solitamente illustrato e in quadricromia,
sono solitamente più alti di quelli dell’editoria di romanzi o
saggi che non richiedono grandi formati, elaborazione del colore
e stampa a colori su carte particolari. Inoltre sempre più c’è
un’editoria Multimediale, che compensa i grossi costi di stampa
su carta utilizzando il supporto elettronico sempre più diffuso,
CD ROM. C’è un notevole sviluppo nell’editoria dei quotidiani
e dei periodici che promuovono a costi accessibili libri e CD-ROM
di arte, visto anche il grande interesse e quindi l’utenza che
acquista non in librerie specialistiche ma in edicola testi di
arte. Questo fa notevolmente aumentare le opere di divulgazione
artistica. Ma in tutti questi casi si assiste al totale incolonnamento
nella produzione di testi sui soliti autori e manca quasi totalmente
la pubblicazione di opere critiche e antologiche su autori secondari
e su artisti delle culture non occidentali. |
| Educatore |
Si occupa della formazione artistica a tutti i livelli istituzionali
dalle scuole elementari all’università. |
Fino all’Università gli studi di Arte sono solo quelli di
Disegno, Pittura, Storia dell’Arte, Letteratura e in alcune scuole
Musica. Tutte le altre discipline artistiche quali danza, cinema,
fumetto, teatro, ecc. non sono praticamente considerate nella
formazione primaria e secondaria. Ma anche a livello universitario
molte discipline non vengono insegnate avendo così solamente l’offerta formativa
di tipo privato che non è accessibile a tutti. Ne risulta che
non solo molte discipline artistiche non sono insegnate ma neanche
sono accessibili per chi non ha denaro. Altre ancora sono inesistenti
sia a livello pubblico che privato nella maggior parte del territorio
nazionale per cui si aggiungono anche i costi di foresteria per mantenersi
nelle grosse città. Gli insegnanti delle diverse arti, sopratutto
quelle insegnate nelle scuole pubbliche, sono solitamente dei
teorici, non pratica l’arte che insegnano e non hanno mai ricevuto
una formazione didattica adeguata per l’insegnamento dell’espressività.
Per molti alunni le ore di arte sono come di ricreazione e da
questo atteggiamento deriva anche la sfiducia dei genitori nell’indirizzare
i propri figli nelle scuole d’arte. Questa inadeguatezza pesa
tantissimo a livello sociale in cui non è garantita una sufficiente
educazione artistica sia a livello quantitativo che qualitativo
creando una notevole frustrazione e repressione della necessità
espressiva dell’essere umano. |
| Associazioni |
Gruppi spontanei di amatori e di artisti. Sono la nuova forza
del futuro perché testimoniano una voglia e una capacità di reagire
al vuoto politico ed istituzionale con l’auto organizzazione spontanea
di gruppi in tutto il territorio nazionale dal piccolo paese periferico
alle grandi città. Le associazioni di artisti ed amatori hanno
come scopo comune lo scambio e la promozione del proprio operato,
e in alcuni casi come il nostro del CUEA anche la diffusione delle
tecniche artistiche attraverso la formazione permanente. |
Attualmente le associazioni artistiche raggruppano artisti
di diverse discipline per affinità disciplinare, raramente artisti
di diverse discipline come nel CUEA. La maggior parte di associazioni
sono formate da Pittori o da amanti della pittura, ma ce ne sono
tantissime di Fotografia come la FIMP a livello nazionale. Ci
sono tante associazioni di letteratura, sopratutto a Firenze,
e di Poesia. Anche la musica consta di diverse associazioni di
categoria. Alcune discipline meno diffuse hanno poca rappresentanza
associativa come il Fumetto e il Cinema almeno a livello di operatori,
mentre ci sono vari Cine Club di amatori. Le associazioni teatrali
sono anch’esse diffuse, il termine esatto è Compagnia Teatrale,
in Italia c’è anche una forma giuridica e la Compagnia Teatrale
viene riconosciuta legalmente. Lo stesso
accade con le Compagnie di Danza ma anche queste come per il teatro
vanno dal livello professionale, quindi sono più che altro delle
aziende, a livello “amatoriale”. Queste ultime possono essere
considerate allo stesso livello delle associazioni culturali.
I conflitti che queste associazioni avvertono e che molte denunciano
sono legati alle enormi difficoltà di trovare delle risorse economiche
per poter finanziare le attività, pagare l’affitto di una sede,
essere considerate dalle istituzioni. Inoltre c’è notevole difficoltà,
anche se molto spesso gli obbiettivi di queste associazioni sono
simili, di collaborare assieme ad altre realtà simili, sia perché
richiede tempo ed energia che spesso viene a mancare e sia perché
vi è una certa diffidenza e paura di perdere la propria identità
se si mette troppa energia in progetti di collaborazione. Quindi
l’associazione se da un punto di vista è un momento di apertura
al mondo può anche essere un luogo di rifugio e di chiusura. |
| Restauratore |
Si occupa del restauro e della conservazione dei beni artistici
e culturali. Le sue competenze sono oggi molto specializzate nelle
diverse fasi e nelle tipologie di recupero grazie anche alla rivoluzione
tecnologica.
|
In Italia, uno dei paesi con il maggior numero di opere d’arte,
ci sono state delle importanti figure che hanno tracciato le teorie
del restauro e promosso istituzioni di
formazione come Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan
(Istituto Centrale di Restauro di Roma). Con la rivoluzione tecnologica
si è avuto un grosso salto in avanti sia nella diagnostica che
nel recupero che nel restauro. Molto denaro e molta ricerca sono
stati impiegati in questi ultimi 30-40 anni. Questo rinnovato
atteggiamento di conservazione, sensibilità nata nel periodo Umanista
ma politicamente adottata solamente a partire dall’Illuminismo
solo in parte dell’Europa, ha portato ad un grosso impegno da
parte delle diverse istituzioni pubbliche e private quali fondazioni
e banche in prima linea. Oggi il restauro di un’opera è diventato
un grande fatto pubblicitario per chi ne promuove e finanzia l’esecuzione,
tanto che la maggior parte degli investimenti nel settore non
si preoccupano di promuovere il Nuovo ma di conservare il Vecchio.
Un caso eclatante si ha con la bomba degli Uffizi del 1992, ci
fu quasi una gara tra e diverse istituzioni pubbliche e sopratutto
private per partecipare al restauro delle opere danneggiate.
Oggi a distanza di più di 13 anni da ormai diversi anni le opere
sono state restaurate e mentre le famiglie danneggiate non ancora
e sufficientemente rimborsate per i danni ricevuti. Il restauro
e la conservazione delle opere d’arte sembra oggi andare ben oltre
i principi di base che le hanno promosse in passato per diventare
una forma di sicuro investimento di prestigio senza alcun rischio
di immagine creando così un grande sbilanciamento tra investimenti
per la costruzione di un presente e futuro migliore e la salvaguardia
del passato.
Inoltre in Italia non ci sono molti istituti formativi pubblici,
quelli di maggior prestigio sono a Roma e Firenze. Queste due
scuole di formazione di fatto gestiscono la maggior parte degli
appalti pubblici e privati di una certa consistenza economica.
Questo al di la delle competenze è un
circuito abbastanza d’elite, chiuso, potremo dire massonico, in
cui Firenze si prende parte del centro e il nord Italia ed il
resto a Roma. |
| Ministero/i |
I Ministeri che si occupano dell’Arte sono quello dei Beni
Artistici e Culturali, Pubblica Istruzione ed in parte il Ministero
degli Interni che con i Carabinieri e la Finanza controllano il
traffico illecito di opere d’arte. |
Questa “zona” di competenza principalmente legale e politica
è direttamente responsabile della regolamentazione all’interno
di un territorio nazionale delle singole figure fino ad ora prese
in esame e dei rapporti tra loro. Vi sono notevoli ingiustizie
legali, istituzionali, politiche ma anche dei veri e propri “buchi”
legislativi, intere realtà sono escluse da una qualsiasi regolamentazione
mentre altre godono di protezionismi e favoritismi incredibili.
Parlo dei professori Universitari ad esempio rispetto ai singoli
artisti che non possono scaricare l’IVA dei materiali e delle
spese che acquistano. |
| Assessorato |
Gli assessorati sono istituzioni tematiche all’interno dei
governi/amministrazioni a livello regionale, provinciale e comunale.
Decidono sulle politiche locali in accordo con i governi statali
e sempre più hanno carattere decisionale oltre che amministrativo
delle risorse economiche, strutturali e politiche più vicine alla
gente. Gli assessorati che influiscono nel nostro ambito sono
quello alla Cultura e Istruzione. |
Quando feci una ricerca qualche anno fa sul funzionamento
dell’Assessorato alla Cultura di Firenze appurai che la sua politica
territoriale era del tutto pragmatica
ossia non esisteva un piano di fondo esplicito ne una programmazione
a lungo e breve termine. Non vi era dietro una
idea politica e culturale precisa a cui far risalire le
proprie scelte amministrative e di promozione culturale. Un valore
di fondo che sembrasse essere il punto
in comune delle iniziative culturali era il prestigio. Tutto ciò
che da prestigio è promosso e valorizzato in maniera prioritaria.
Certamente ci sono delle tematiche maggiormente sviluppate a
seconda della corrente politica e delle persone che sono
nominate a gestire la cosa pubblica, e ci sono delle funzioni
amministrative costanti come la gestione degli spazi espositivi,
i finanziamenti, la promozione di eventi artistici che sono portate
avanti sopratutto dai funzionari. La difficoltà maggiore sembra
essere la difficoltà di interagire direttamente con tali istituzioni,
ho cercato di parlare con l’assessore e per tre volte mi hanno
rimandato l’appuntamento. L’unico modo per entrare nelle loro
attenzioni è quello di andarli a trovare tutti i giorni per almeno
una settimana, e poi per ottenere qualcosa devi entrare nella
loro ottica e sopratutto nelle loro forme.
La sensazione è che vi è un totale disorientamento e le scelte
vengono prese di volta in volta secondo dei criteri che non
ci è dato sapere, ma certamente i fattori più determinanti saranno
il prestigio, i soldi e le “giuste conoscenze”. |
| Utente |
Amante dell’arte. Studioso, aspirante artista, operatore
culturale, ecc.. |
L’utente oggi è sopratutto considerato consumatore. Ci sono
tanti settori di consumo legati all’arte figurativa. Passiamoli
in elenco per vastità del fenomeno. Ci sono milioni di persone
che oggi viaggiano il mondo pagando un biglietto per vedere le
opere d’arte pittoriche e scultoree. Non esiste forse persona
in occidente che non è andata almeno una volta nella sua vita
a vedere una mostra di quadri o un museo, ce ne sono tantissime
che ci vanno saltuariamente e sempre più ci sono persone che vanno
regolarmente a vedere musei e gallerie. Si parla di milioni di
persone che inoltre acquistano cataloghi, dispense sui singoli
artisti e comprano i periodici solamente per gli allegati di arte
sia cartacei che informatici. Poi ci sono i libri di studio, quelli
per gli studenti e per i ricercatori dalle scuole elementari fino
all’università. Una discreta percentuale acquista opere d’arte
o stampe o riproduzioni tipografiche. Inoltre chi acquista opere
d’arte su tela o su carta acquista anche cornici per poterle esporre.
Anche i gadget come cartoline, segnalibri, calendari con riprodotte
opere d’arte sono venduti ad un numero considerevole di persone.
Poi, in percentuali più basse, ci sono tutti gli amanti della
pratica artistica, studenti e gli artisti che acquistano materiali
per le belle arti, esponenzialmente aumentati nelle forme e tipologie
come negli ultimi 100 anni.
Si nota che la maggior parte degli utili ricavati dal giro di
affari che gravita attorno alla pittura e alla scultura non sono
dovuti all’acquisto diretto di opere d’arte create dagli
artisti contemporanei, ma si tratta di riproduzioni illimitate
dei soliti stili e dei soliti artisti principalmente operanti
prima del ’50 e solo in rari casi, come per Warrol
ad esempio, gli artisti contemporanei sono oggetto di tale business
della riproduzione di massa. Gli artisti contemporanei e sopratutto
giovani sono totalmente estromessi da questo giro di affari.
Il campo dell’arte ha come utenza tutte
le fasce di età, e anche se rimane un’utenza generalmente colta
e benestante, anche gli strati sociali spaziano dal turista incuriosito
e senza nessuna preparazione specifica agli specialisti del settore.
Inoltre vi sono introiti indiretti enormi basti pensare che una
città come Firenze deve la sua fortuna turistica in gran parte
alle sue opere d’arte pittoriche, scultoree e architettoniche.
In tutto questo enorme e vastissimo circolare
di persone, culture e sopratutto denaro non basterebbero 20 pagine
per elencare i conflitti derivanti dalla speculazione economica
che si fa in ragione della grande passione che da sempre l’essere
umano nutre per le creazioni artistiche e ancor più grave è la
“privatizzazione” di beni pubblici e dell’umanità da parte di
lobby e gruppi economici e istituzioni che, pur garantendone in
parte la conservazione e promuovendone la valorizzazione, troppo
spesso fanno del profitto l’unica vera ragione di attaccamento
all’arte e non dei profondi valori e significati di cui è testimonianza
concreta. |
Sintesi
delle figure e dei conflitti individuati
| Figure |
Possibili conflitti |
| Pittore |
Disoccupazione o precarietà economica
Ricerca di un nuovo ruolo sociale
Mancanza di tutela e riconoscimento giuridico adeguato
Mancanza di spazi espositivi gratuiti |
| Scultore |
Esclusione dall’architettura e urbanistica
Difficoltà maggiori di vendita ai privati |
| Incisore |
Eccessiva commercializzazione |
| Installatore |
Mancanza di permanenza nel tempo
Eccessiva necessità di sorprendere e di spettacolo al di
la dei contenuti
Perdita di comunicazione con l’utente |
| Performen |
Eccessiva necessità di sorprendere e di spettacolo al di la dei contenuti
Perdita di comunicazione con l’utente |
| Storico |
Mancanza di stimoli a ricercare e promuovere artisti poco
conosciuti o sconosciuti e creazioni
delle culture extra-europee
Commistione inestricabile tra il dato storico e interpretazione
personale |
| Critico |
Prevaricazione dell’artista e della sua centralità creativa
Settore monopolizzato da poche figure
Falsificazione e strumentalizzazione dei fatti artistici ai fini
economici e di prestigio
Corruzione
Mancanza di chiarezza nel linguaggio
|
| Filosofo |
Mancanza di una nuova estetica
Decadenza della disciplina e della ricerca estetica e filosofica
Parcellizzazione e destrutturazione dei problemi estetici |
| Sociologo |
Mancanza di nuovi testi e di ricerche sociologiche nell’arte
Poca considerazione dell’importanza di questa figura |
| Antropologo |
Mancanza di nuovi testi e di ricerche sociologiche nell’arte
Poca considerazione dell’importanza di questa figura |
| Gallerista |
Complicità con la speculazione artistica
Supremazia delle gallerie multinazionali
Mancanza di trasparenza nei rapporti tra artista e gallerista
Sfruttamento dell’artista |
| Mercante |
Mancanza di conoscenze e di documentazione storica sull’azione
dei collezionisti sull’andamento e lo sviluppo artistico del ‘900
Speculazione finanziaria |
| Casa d’Aste |
Considerazione dell’arte come un grande affare
Determinazione degli andamenti di mercato in base alle vendite |
| Collezionista |
Figura ambigua tra il mecenate e lo speculatore |
| Editore |
Speculazione sui costi dei libri, cataloghi e CD-Rom d’arte
Mancanza di promozione culturale |
| Educatore |
Inadeguatezza degli strumenti didattici e di preparazione
artistica
Disagio all’interno delle istituzioni pubbliche e private per
la mancanza di fondi e di ricerca |
| Associazioni |
Mancanza di unione e di collaborazioni |
| Restauratore |
Mancanza di istituti di formazione
Poca opportunità di lavoro per i giovani restauratori |
| Ministero/i |
Mancanza di un adeguato e più giusto sistema giuridico che
regoli e salvaguardi gli artisti
Mancanza di promozione e sviluppo dei giovani artisti |
| Assessorato |
Promozione culturale attenta al prestigio e non alle esigenze
sociali |
| Utente |
Speculazione economica su tutti i fatti dell’arte vista per
lo più come un grande business economico che come una ricchezza
da continuare a far crescere e coltivare nelle nuove generazioni |
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