4 - Alcuni fattori della Crisi delle Arti

Riflessioni sull'Arte

Ci siamo fatti un’idea, ma non pretendiamo attraverso le nostre opinioni di dare una risposta chiusa o definitiva all’attuale fenomeno di svuotamento sociale e istituzionale ma vogliamo portare al campo della discussione alcuni fattori che a nostro avviso non vengono chiamati in gioco nell’analisi che molti operatori fanno dell’attuale momento storico.

a. La mentalità
Il fattore principale sta in una mentalità in un atteggiamento che si esprime tra l’altro nelle varie posizioni che molti assumono di fronte al cambiamento.
Una conseguenza di questa mentalità è che nessuno si preoccupa di elaborare una struttura di risposte alla crisi che possa dare vita ad un vero e proprio movimento rivoluzionario. Indubbiamente la situazione attuale riguardo allo spazio che le arti hanno nella organizzazione sociale, è da rintracciare indietro nel tempo. La mancanza quasi totale di organizzazioni sociali degli artisti, e la chiusura individualistica di molti operatori, ha sicuramente contribuito alla perdita di spazi e di interessi sociali.
Per esempio vi siete mai chiesti perché rispetto a molti "mestieri" i pittori, gli scultori, i ballerini, gli attori, i fumettisti, i poeti, i letterati, i cineasti, i musicisti, e i compositori non sono rappresentati in sindacati, ordini professionali, o simili ?
Non stiamo parlando solamente della tutela dei diritti o di organismi come la SIAE in Italia, che di fatto fa gli interessi dello Stato e del mercato e non delle categorie artistiche. Non sto parlando dei sindacati che tutelano i musicisti degli Enti Lirici o delle grandi orchestre, o delle categorie legate allo spettacolo o al business, ma ci riferiamo a strutture di base che forniscano tutela, informazione, sviluppo e promozione per professionisti e per aspiranti tali.

b. La velocità dei cambiamenti
Altro elemento di questa mentalità pensiamo sia la mancanza di elasticità ai nuovi tempi: la difficoltà di adattarsi crescentemente alle situazioni di cambio epocali. Siete mai entrati al conservatorio di musica o all’Accademia di belle Arti, sembra di tornare indietro nel tempo di 100 anni. Per adattamento crescente intendiamo una forma di relazione e di interazione con il sociale, che fa aumentare la nostra influenza nella direzione delle proposte di cambiamento.
Mentre le posizioni più meccaniche che i vari artisti hanno assunto di fronte ai veloci cambiamenti sono di disadattamento o di adattamento totale agli schemi disumani e assurdi del mercato, non cambiando in nessuno dei due casi i valori anti-artistici di cui questo sistema e portatore. Anzi molto spesso si è osservato proprio come grazie alle tecniche elaborate dagli artisti, questo sistema è riuscito ad installare larvatamente nella società i valori della violenza e del sesso, del prestigio e del denaro, creando così nuove contraddizioni, confusione e sofferenza.

c. L’educazione
Altro elemento va rintracciato nel sistema educativo, che tronca la creatività artistica, già dalle scuole elementari. Per esporre le mie riflessioni traiamo un breve periodo dalla pubblicazione del CUEA, "Riflessioni sull’Arte" di Simone Casu, della Collana Testimonianze Artistiche :
(...) E’ chiaro che siamo molto legati ai metodi di insegnamento con cui noi ci siamo formati.
Per molti lo sviluppo artistico si è fermato a 10-13 anni quando il sistema educativo gli ha imposto dei canoni espressivi come la corretta rappresentazione del vero, senza tener conto che per quanto il disegno espresso dal bambino sia equivalente a quella che si considera la visione reale del paesaggio esterno, siamo di fronte ad una interpretazione. E chi disegna una mucca sproporzionata, a forma di nuvola e colorata come un arlecchino, un bel 2 in disegno e che si dedichi ad altro senza tener conto del registro e della particolare visione dell’alunno.
Con questa analisi semplificata, analizzo uno dei possibili motivi per cui molte persone hanno abbandonato questa particolare pratica espressiva nell’adolescenza, che per molti rimane un soave e dolce ricordo di quegli anni, ubicando nel passato ciò che ancora chiede di essere espresso, nell’oggi e nel futuro.

In sintesi tre sono le conseguenze sociali di questa vecchia mentalità :
La mancanza di una struttura di pensiero, di azione sociale che contrastasse la perdita del valore artistico in seno alla società, che ha corrisposto con l’avanzamento e il radicamento della società Economicista ;
La difficoltà di adattamento ai veloci e improvvisi cambi sociali avvenuti lungo il 20° secolo, difficoltà accentuata ed estremizzata dalla rivoluzione tecnologica ;
Lasciare il controllo dello stato e quindi dei centri di formazione e delle strutture educative, ai vertici del potere anti-umanista e quindi anti-artistico.
Oggi un atteggiamento sociale coerente e convergente tra artisti di varie discipline, ad alcuni risulta impossibile solo a pensarlo, eppure molti ci stanno pensando senza però pretendere l’adesione di tutti coloro che si ritrovano nel campo dell’espressione artistica. A noi piace pensarlo come "opzione", come possibilità reale e non solo come pensabilità futura. Sono certo che le migliaia di artisti che hanno sperimentato la violenza e la discriminazione di questo sistema sulla loro pelle non avranno difficoltà a comprendere le nostre riflessioni e le nostre esigenze.

La nostra proposta
In base a questa interpretazione, il Centro Umanista di Espressione Artistica sta elaborando e propone attività per superare tali difficoltà, iniziando già da questo articolo a stimolare la riflessione e la discussione su queste tre conseguenze sociali.
Per quanto riguarda la mancanza di una struttura di pensiero, di azione sociale che contrasti la perdita del valore artistico in seno alla società, il CUEA si rifà all’esperienza accumulata nei 30 anni di studio e di azione dagli aderenti al Movimento Umanista e di tutti i notevoli contributi affini che varie persone ed organizzazioni isolate hanno elaborato in alternativa alla mentalità reazionaria. Per questo una delle attività principali non può che essere lo studio, la ricerca e la cooperazione con strutture e individui affini al Nuovo Umanesimo, l’applicazione di tali ricerche e la diffusione di eventuali conclusioni.
La difficoltà di adattamento ai veloci e improvvisi cambi sociali avvenuti lungo il 20° secolo, ha a che vedere con una mancanza di elasticità mentale. Questa rigidità è dovuta ad uno scarso maneggio delle proprie credenze e immagini. Ciò porta ad una perdita di comprensione di ciò che siamo e di ciò che ci circonda, portandoci a perdere il controllo degli avvenimenti e della nostra vita, creandoci di conseguenza confusione e disorientamento. Tutto ciò viene registrato con una perdita di forza e di senso. Per questo nel CUEA ci si riunisce settimanalmente per capire e rafforzare i nostri aspetti-forza, ossia le nostre virtù.

Riguardo al terzo punto di riflessione, sul controllo dello stato e quindi dei centri di formazione e delle strutture educative, da parte dei vertici di potere anti-umanista e quindi anti-artistici, c’è un progetto educativo che stiamo mettendo in moto questi giorni. Anche questo progetto educativo nasce da delle riflessioni sulla situazione attuale.
Vi ringraziamo per la vostra sensibilità e la vostra attenzione.

Firenze, febbraio 1997

Home
 Chi siamo
 I Corsi
 Link
 Saggi

 Appuntamenti

Info