5 - Le Arti nelle attuali strutture educative

Riflessioni sull'Arte

Ultimamente ci capita spesso di chiacchierare con vari amici delle nostre esperienze scolastiche nelle strutture pubbliche che in qualche modo dovrebbero avere qualcosa a che fare con le arti espressive, sto parlando delle scuole d’arte, di musica, di letteratura e di architettura. In queste occasioni abbiamo testimonianza del senso di tali istituzioni, che assolvono nella maggior parte dei casi la funzione contraria: anziché fornire gli strumenti per guidare l’entusiasmo artistico verso la concretizzazione di tali aspirazioni, uccidono lo spirito e limitano la mente.

Nell’anno in cui mi sono maturato al Liceo Artistico solo tre persone continuarono la ricerca e gli studi all’accademia di Belle Arti, di queste tre persone se ne sono Diplomate due e uno solo sta attualmente dedicandosi alle arti espressive.
In base a queste testimonianze ed esperienze ci chiediamo: quanto sono necessarie queste strutture?
Molti poeti, pittori, attori, commediografi di questo secolo non si sono formati nei luoghi e nelle forme istituzionali.
Ammesso che l’unico valore rimasto in queste istituzioni sia quello della formazione lavorativa o meglio di avere un pezzo di carta per insegnare, dove vanno ad insegnare i neo diplomati o laureati se in tantissimi paesi dove ci sono queste strutture stanno riducendo il personale perché "costa"?

Fino ad ora hanno sfornato soprattutto sterili insegnanti e non prolifici maestri, che a loro volta hanno contagiato la loro sterilità ai vari studenti che si sono trovati a formare per percepire lo stipendio a fine mese.
Molti di noi hanno avuto per insegnanti degli "impiegati dello stato" e non degl’ispirati portatori di esperienza e conoscenza.
Sentiamo che ogni qual volta si parla con gli amici delle ingiustizie che ci è toccato subire, si risolleva in noi e in loro il fuoco della indignazione, e il solo pensiero che tutto ciò, che allora abbiamo vissuto, si stia ancora oggi perpetuando con notevoli peggioramenti, ci fa riflettere sul futuro delle nuove generazioni e sull’urgenza di fare qualcosa perché ciò non avvenga.
L’attività che stiamo portando avanti con il Centro Umanista di Espressione Artistica, punta a creare una opzione ai centri di formazione culturale e artistica attualmente esistenti pensando alla formazione di una nuova generazione di artisti e operatori culturali.
Le strutture attuali rispecchiano la decadenza umana e morale di questo sistema che non vuole di fatto lo sviluppo artistico degli individui e delle società, se non per i propri fini commerciali e strumentalizzatori delle immagini e dei loro contenuti.
Tra queste strutture ci sono i Licei Artistici, gli Istituti d’Arte, le Accademie di Belle Arti e il Conservatorio Musicale; La letteratura e la poesia sono estremamente distanti dalle strutture quali il Liceo Classico e l’università di Lettere e Filosofia. Si osserva, inoltre, una totale mancanza di centri di educazione e di sviluppo statali o comunali per quanto riguarda le altre discipline artistiche quali la danza, il teatro, il fumetto; mentre La Facoltà di Architettura è preoccupata più delle norme vigenti dell’edilizia che alla creazione di una mentalità e di una preparazione artistica in tal senso. Il DAMS a Bologna e l’università Teatrale di Roma sono insufficienti e estremamente selettive per la formazione delle nuove generazioni.
In questo senso osserviamo che la direzione di questo sistema politico e finanziario non copre con apposite istituzioni e non si preoccupa della formazione e dello sviluppo delle discipline artistiche.
Al contempo osserviamo in questi ultimi anni lo sviluppo crescente di scuole e strutture private di danza, di musica di teatro, di fumetto, di poesia e letteratura che delineano una chiara esigenza da parte degli operatori e della gente di sviluppare o mantenere vivi i canali di espressione artistica. Tuttavia, essi non impostano la loro azione nei termini di una trasformazione delle strutture che danno origine ai mali che denunciano. Di fatto queste strutture non mettono in discussione il sistema attuale di disumanizzazione crescente, limitandosi allo sviluppo di percorsi e di corsi, a volte alternativi, che soddisfino le esigenze delle persone.
Sul piano sociale risulta la mancanza di un punto di vista che porti queste aspirazioni a dare forma ad una società pienamente umana tramite la trasformazione radicale dell’attuale sistema.

Il Centro Umanista di Espressione Artistica non si pone solo come una opzione che tenta di riempire i buchi di un sistema tanto ingiusto e parziale, per trarne dei vantaggi economici o di prestigio culturale, ma si pone come intenzione rivoluzionaria che punta alla trasformazione di questa società senza accontentarsi di lievi miglioramenti o di soddisfare parte delle esigenze delle persone.
Il CUEA proietta la sua azione verso un futuro molto lontano ben cosciente che oggi non potrà svilupparsi ed esistere nello stesso pianeta dove ogni giorno si attenta ai fondamentali diritti umani sanciti dalla costituzione dell’ONU. Questa incompatibilità di coesistenza consiste nella profonda e radicale divergenza che si ha del concetto di essere umano, e di conseguenza di società, di arte e di cultura con i rappresentanti di questo sistema.

Il cambiamento che il CUEA prospetta e sviluppa, avanzerà nella misura in cui la mentalità e le strutture attuali andranno retrocedendo per effetto della destrutturazione e della crisi profonda che le investe, crisi da loro stessi creata.
Per fare questo il CUEA sta progettando una piano di azione che possa portare le Arti ad essere protagoniste nella creazione di una Nazione Umana Universale.

Firenze, marzo 1997

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